BELLA CIAO!

PER NON DIMENTICARE MAI COSA E’ STATO IL FASCISMO-NAZISMO E QUANTI MORTI HA PROCURATO IN ITALIA E NON SOLO!

SITELO RACCONTATELO AI VOSTRI FIGLI E NIPOTI CHE OGGI GODONO DELLA LIBERTA’ CHE COSA E’ STATA QUELL’EPOCA.

CHE SE STAVI ANTIPATICO AL TUO VICINO TI DENUNCIAVA AI FASCISTI E PER TE ERA FINITA!

MAI PIU’ DITTATURE E MAI PIU’ SOVRANISTI, MA UN’ ITALIA LIBERA E UNA EUROPA DEMOCRATICA !

NON SOTTOVALUTIAMO MAI IL RISCHIO, LA DEMOCRAZIA E’ FRAGILE E VA SEMPRE PROTETTA E TUTELATA NON DIMENTICATELO MAI!

Bella Ciao
El Profesor

Mi son alzato
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
Una mattina mi son alzato
E ho trovato l’invasor
O partigiano, portami via
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
O partigiano, portami via
Ché mi sento di morir
O partigiano
Morir
Ciao, ciao
Morir
Bella ciao, ciao, ciao
O partigiano
O partigiano
Bella ciao, ciao, ciao
E se io muoio da partigiano
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
E se io muoio da partigiano
Tu mi devi seppellir
E seppellire
E seppellire lassù in montagna
O bella ciao, bella ciao, bella ciao, ciao, ciao
E seppellire lassù in montagna
Sotto l’ombra di un bel fior

4 pensieri su “BELLA CIAO!

  1. Pippo

    Salve sign.ra Addante, le volevo chiedere se a voi risulta che le spese per l’affitto non si estraggono più dalla dichiarazione del 730? Grazie Pippo

  2. licia

    la canzone bella ciao è stata scritta nel 1950, non è l’inno dei partigiani ma una semplice canzone, fascismo e nazismo non sono stati gli unici sistemi dittatoriali, Lei dimentica quello comunista che certamente non ha portato ne benessere ne pace ne libertà, essere sovranisti vuol dire semplicemente amare il proprio paese il paese dove i nostri padri, nonni , partigiani (che non erano solo di sinistra), semplici cittadini , hanno combattuto per la libertà e il progresso di questo paese, ai nostri figli bisogna dire tutta la verità, dire solo quella che fa comodo non credo sia il modo migliore per evitare future quanto improbabile ritorno a sistemi dittatoriali di destra e di sinistra.

  3. addante Autore articolo

    Bella ciao è un canto popolare italiano, nato prima della Liberazione, diventato poi celeberrimo dopo la Resistenza perché fu idealmente associato al movimento partigiano italiano. Nonostante sia un canto popolare italiano, legato a vicende nazionali, è tuttora noto in molte parti d’Europa come canto di ribellione contro il nazi-fascismo.
    Bella ciao è una canzone di lotta cantata dai simpatizzanti del movimento partigiano italiano durante e dopo la seconda guerra mondiale, che combattevano contro le truppe fasciste e naziste. Dopo la Liberazione la versione partigiana di Bella ciao venne poi cantata e tradotta e diffusa in tutto il mondo grazie alle numerose delegazioni partecipanti al Primo festival mondiale della gioventù democratica che si tenne a Praga nell’estate 1947, dove andarono giovani partigiani emiliani che parteciparono alla rassegna canora “Canzoni Mondiali per la Gioventù e per la Pace”, dove inventarono il tipico ritmico battimano. Anche gli storici della canzone italiana Antonio Virgilio Savona e Michele Straniero hanno affermato che Bella Ciao fu poco cantata durante la guerra partigiana, e venne diffusa nell’immediato dopoguerra.[1][2] E ancora oggi è cantata in tutto il mondo. La musica, di autore sconosciuto, è stata fatta risalire, in anni passati, a diverse melodie popolari.
    Si è ipotizzato il legame con un canto delle mondine padane. Si è trattato, tuttavia, di un errore, come definitivamente dimostrato da Cesare Bermani[3]: la Bella ciao delle mondine era stata composta dopo la guerra dal mondino Vasco Scansani di Gualtieri; invece la Bella ciao partigiana riprendeva nella parte testuale la struttura del canto Fior di tomba, mentre sia musicalmente che nella struttura dell’iterazione (il “ciao” ripetuto) derivava da un canto infantile diffuso in tutto il nord, La me nòna l’è vecchierella (già rilevato da Roberto Leydi). Un’altra possibile influenza può essere stata quella di una ballata francese del Cinquecento, che seppur mutata leggermente ad ogni passaggio geografico, sarebbe stata assorbita dapprima nella tradizione piemontese con il titolo di Là daré d’côla môntagna, poi in quella trentina con il titolo di Il fiore di Teresina, poi in quella veneta con il titolo Stamattina mi sono alzata, successivamente nei canti delle mondariso e infine in quelli dei partigiani.[
    La circolazione di Bella ciao durante la Resistenza è documentata e sembra circoscritta soprattutto in Emilia, fra l’Appennino Bolognese e l’Appennino Modenese, dove si dice che fu scritta da anonimi partigiani. Il ricercatore bolognese Gianfranco Ginestri ha dichiarato all’Archivio Storico-Musicale del Canzoniere delle Lame di Bologna (con sede nella Biblioteca Comunale delle Lame, in Via Marco Polo 21-13) che il suo amico cantautore politico Ivan della Mea, poco tempo prima di morire, gli disse che aveva scoperto che Bella Ciao probabilmente era nata sull’Appennino Bolognese, dopo la disfatta della Repubblica partigiana di Montefiorino (provincia di Modena), quando i partigiani del Comandante Armando si trasferirono verso est, mescolandosi in altre formazioni partigiane locali, tra i paesini di Castelluccio Modenese e Castelluccio Bolognese, entrambi vicini a Gaggio Montano e Corno alle Scale, dove operavano i partigiani di Giustizia e Libertà (col futuro avvocato bolognese Checco Francesco Berti Arnoaldi Veli e col futuro famoso giornalista Enzo Biagi).[senza fonte]
    SI DOCUMENTI MEGLIO!!!!! E COMUNQUE IO NON HO DETTO ASSOLUTAMENTE QUELLO CHE LEI HA SCRITTO!

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