IL COMUNE DI ROMA : DIRIGENTI INCAPACI E MENEFREGHISTI!!!!

RENDETEVI CONTO DI QUANTA INCAPACITA’ E MENEFREGHISMO ESISTE AL COMUNE DI ROMA, SE IL SINDACO GUALTIERI NON DA UNA BELLA RINFRESCATA, LA VEDO PROPRIO BRUTTA CON CERTI PERSONAGGI!!!

DIRIGENTI CHE SI PERMETTONO DI NEGARE UN AMPLIAMENTO FAMIGLIARE, QUANDO IN BASE ALLA LEGGE LO POSSONO FARE SOLO SE NON HA I CRITERI PER STARE IN UN ALLOGGIO POPOLARE.

LORO GLIE LO NEGANO PERCHE’ ALLA POVERA VEDOVA IN 22 ANNI DALLA MORTE DEL MARITO IL COMUNE DI ROMA  NONOSTANTE CONTINUE SOLLECITAZIONI SI E’ LETTERALMENTE FREGATO O SCORDATO DI FARGLI LA VOLTURA E ORA GLI NEGA L’AMPLIAMENTO PERCHE’ NON HA LA VOLTURA?

MA QUESTA E’ FOLLIA PURA, SE NON ADDIRITTURA  ABUSO DI POTERE  E DI OMISSIONE DI ATTI D’UFFICIO!!!

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Da: Annamaria Addante [mailto:am.addante@tin.it]
Inviato: giovedì 30 dicembre 2021 22:38
A:vitaliano.taccioli@comune.roma.it; ‘romina.polverini@comune.roma.it; ‘pietropaolo.mileti@comune.roma.it; ‘angela.raimondo@comune.roma.it; ‘silvio.marseglia@comune.roma.it; ‘presidenza@aequaroma.it’ 
Cc: ‘********1961@gmail.com’ 
Oggetto: ADDANTE X AMPLIAMENTO N.F.

Gentili Sig.ri,

mi appello a voi tutti, perché ciò che è accaduto al mio assistito ha del SURREALE !!!

La sig.ra ******** assegnataria alloggio sito in via Sebastiano ****** , dagli anni 70, presentò domanda di ampliamento del N.F ai sensi della Legge Regionale n.12 del 1999, IN DATA 13 FEBBRAIO 2018 presso l’ufficio anagrafico di via Rivisondoli n.2 con tutta la documentazione allegata.

Dopo qualche mese il figlio  sig. ************** si recò nuovamente in via Rivisondoli e l’impiegato gli fece solo vedere sul computer  che aveva inviato tutto al dipartimento ed era in attesa di risposta.

Di quale risposta ATTENDESSE L’IMPIEGATO non si comprende in quanto non serve nessuna autorizzazione per l’ampliamento del N.F. infatti La legge regionale del Lazio quella a cui anche il Comune di Roma si deve attenere prevede:

  1. Per i fini di cui al comma 1, l’ampliamento del nucleo familiare si determina nei seguenti casi:
    a)matrimonio o unione civile dell’assegnatario;(34)
    b) convivenza di fatto dell’assegnatario ai sensi della l. 76/2016;(35)
    c) accrescimento della prole dell’assegnatario dovuta a nascita naturale, riconoscimento o adozione;
    d) affidamento di minori;
    e) ingresso o rientro dei figli, dei parenti di secondo grado, e del relativo coniuge, o parte dell’unione civile o convivente di fatto ai sensi della normativa statale vigente in materia, purché in possesso dei requisiti previsti dalla normativa in materia di edilizia residenziale pubblica per non incorrere nella decadenza. (36)
    5. L’ampliamento del nucleo familiare fino al secondo grado non necessita di specifica autorizzazione ed è comunicato all’ente gestore entro trenta giorni dal verificarsi delle ipotesi dei cui al comma 4. Il soggetto che entra nel nucleo in seguito ad ampliamento assume nei confronti dell’ente gestore, a decorrere dalla data di ingresso, gli stessi obblighi dell’assegnatario originario. In caso di comunicazioni non veritiere, l’ampliamento non produce effetti ai fini dell’eventuale subentro. Se l’ampliamento determina la perdita dei requisiti soggettivi di cui all’articolo 11, l’ente gestore dichiara la decadenza dall’assegnazione. (37)

E continuiamo a non comprendere il metodo di lavoro del IV Municipio, che continua a confondere la legge Lupi con la legge regionale n.12 del 1999 e sue modifiche e integrazioni, in quanto ci sono funzionari all’anagrafico che  affermano che la legge 12 del 1999 e antecedente alla legge LUPI art.5 per cui si deve applicare solo la legge Lupi, dimostrando cosi  tutta l’incompetenza e ignoranza che regna in quel Municipio, oltretutto neanche sanno che l’ultima modifica alla legge 12/99 è stata fatta nel 2019.

Siete l’unico Municipio che si comporta in tale modo allucinante!!!

Purtroppo nonostante la legge e i continui solleciti nulla accadeva finché nel maggio 2021 il figlio si recò in Piazza da Verazzano , e parlo con una impiegata  sulla porta, per via del Covid, la quale lo fece aspettare, andò a parlare con qualcuno,  per poi dirgli che la sua domanda era scaduta.

A quel punto il sig.******** minacciò di chiamare i carabinieri, la tizia  lo fece aspettare nuovamente e poi tornò dicendogli che la domanda se l’erano persa a quel punto il sig. *******andò su tutte le furie e la tizia gli fece fare nuovamente la domanda, era il  19 maggio 2021 Prot. 28665 (che vi ho allegato).

A tutt’oggi non ha ancora ottenuto la residenza, ma invece ha ricevuto una lettera assurda con Prot.51748  del 18/10/21, a firma della Dott.ssa Gallo e del Ing. Pepe contenente numeri di protocollo errati non corrispondenti alla documentazione presentata dal sig.******** ben 2 volte in 3 anni.

 Oltretutto,  il contenuto di tale lettera è inqualificabile, in quanto si afferma, citando un Protocollo che non sappiamo a chi appartiene, in quanto i protocolli delle due richieste sono: quello del 2018  Prot.11352 del 1/6/2018 e l’altro Protocollo del 19 maggio 2021 n.28663, per cui il protocollo citato nella nota a firma dell’Ing. Pepe  e della dott.ssa Gallo è Prot.QC/2021/30847, che vorremmo tanto sapere di chi è e che cosa riguarda.

 Inoltre, questa solerte funzionaria e il solerte dirigente rispondono  dopo ben 3 anni affermando che non possono effettuare l’ampliamento in quanto non è stata effettuata la voltura alla moglie del sig.*******, pertanto la sig.ra non ha titolo, ma si rendono conto di ciò che scrivono?

 NON HO PAROLE! O NE AVREI MOLTE, MA NON MOLTO CORRETTE, IL MARITO DELLA SIG.RA ********** E’ DECEDUTO L’8 OTTOBRE 1999 E COSTORO SI PERMETTONO DI SCRIVERE SIMILI IDIOZIE, MENTRE SI DOVREBBERO NASCONDERE SOTTO IL TAPPETO, PERCHE’ SE LA SIG.RA ******NON HA AVUTO LA VOLTURA LA COLPA E’ SOLO E UNICAMENTE DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE, CHE IN 22 ANNI NON E’ RIUSCITA A FARE UNA VOLTURA E IL DIPARTIMENTO PATRIMONIO CI HA MESSO BEN 3 ANNI PER SCRIVERE UNA SIMILE IDIOZIA!

Mi rendo conto che un ingegnere dovrebbe fare l’ingegnere, ma la dott.ssa Gallo non è ingegnere ha una Laurea anche se triennale conseguita presso Università Unitelma – in Scienze dell’Amministrazione – Anno Accademico 2013/2014 – Tesi di Laurea in Scienza dell’Amministrazione Digitale “Il protocollo informatico di Roma Capitale”.

Posso capire che il Protocollo Digitale del Comune di Roma nulla avrebbe a che vedere con le leggi sull’edilizia residenziale pubblica, che onestamente sono scritte male e complicate a comprendere, ma con un po’ di sforzo dopo ben 3 anni se s’impegnava di più forse ci sarebbe riuscita.

 Pur rendendomi conto che la legislatura delle case popolari ben pochi la conoscono e la comprendono, ma dopo aver   inviato ben 2 e.mail il 17/11/21 h.11.36 e l’altra il 14/12/21 h.14.27  al Dipartimento, ovvero alla dott.ssa Galle e all’Ing. Pepe senza ottenere mai nessuna risposta in merito, ritengo tale modo di agire non degno di una corretta amministrazione pubblica, specialmente quando si tratta della vita delle persone.

 Spero e mi auguro che con questa ulteriore mia e.mail alle SS.LL. finalmente la sig.ra ******* possa avere la sua tanto sospirata voltura e il figlio il sig. ********* la tanto agognata residenza.

Attendo una Vostra dovuta risposta in merito, onde evitare spiacevoli iniziative legali.

Cordiali saluti

Annamaria Addante

 

 

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