13/05/2013
Un incubo a viso scoperto; subire un’occupazione.
Violati nell’intimo, estranei a casa. Non hai parole per esprimerlo, le cerchi, non ci sono. Nel cuore trovi una ferita e i pensieri si trasformano in lacrime; non è come trovare la tua casa sottosopra, svaligiata dai ladri,…. Qualcuno si è intrufolato di nascosto dentro casa tua, approfittando delle tenebre mentre tu non c’eri, e questo qualcuno non se ne vuole andare.
Siamo a Roma, siamo di mattina, è il 9 maggio del 2013, arriva una telefonata: “vieni, subito! ti sono entrati a casa…credo te l’abbiano occupata”….
Torni a casa, trafelata, non capisci ancora cosa sta accadendo…… Non è possibile, continui a ripetere. Ma sai quale sia la realtà, sai che è possibile. Ora il tuo vicino te ne ha dato conferma con quella telefonata.
Case popolari di Vigne Nuove, Tufello, il nord-est periferico della capitale. L’appartamento è al piano terra, entri nel portone, i tuoi occhi cadono immediatamente sulle cassette delle lettere e cerchi la tua personale, la trovi ma non c’è più il tuo cognome, è stato tolto, strappato, lo scotch tiene ancora attaccati dei pezzetti di carta: percorri allora il corridoio decisa. Sei davanti alla porta del tuo appartamento……
Non sei intimidita, non puoi permettertelo. Quella è casa tua e ti basterà chiamare la polizia. ….
Dopo mezz’ora di attesa al telefono, il tuo ragazzo ferma una volante della polizia che però stava cercando un altro numero civico e difatti non è per te. Devi ancora attendere.
Finalmente ecco che la polizia della stessa volante parcheggia, aprono lo sportello e incominciano a farsi spiegare cosa è successo: nominativi e documenti. Sono di fretta però; erano per un altro caso. Spieghi la situazione: abiti in quella casa da dieci anni, all’inizio con tua nonna e poi, dopo il suo decesso avvenuto due anni fa, da sola. La casa è un appartamento dell’Ater, l’ente che gestisce, per il comune di Roma, le case popolari. Avevi lo status famiglia con tua nonna e la residenza in quella casa, ma il contratto, spieghi, non è potuto passare direttamente a te, perchè tu sei la nipote e tuo padre, l’unico figlio, è morto anche lui, quando tu avevi dodici anni, prima che andassi a vivere lì. Il contratto di locazione non è a tuo nome, quindi, e tua nonna è morta. Spieghi che sei abusiva per l’Ater, ma spieghi anche che paghi, per questo, un’indennità d’occupazione e l’Ater dunque ne è a conoscenza.
I due poliziotti scendono dalla macchina e si fanno aprire dagli occupanti della tua abitazione. “Cosa succede?” “Niente agente, noi risediamo qui”. Sono tre donne all’interno e due bambini, uno ancora nella pancia della mamma, mentre un uomo fuori dal palazzo guarda cosa succede da lontano. La donna mostra subito un certificato di assegnazione di residenza e un foglio della Asl che attesta la sua gravidanza a rischio di aborto. Assoluta tranquillità. Gli agenti s’immobilizzano. Tu capisci tutto e ti cade il mondo addosso. Guardi il tuo ragazzo, lui capisce meno di te la logica di tutto questo, ma intuisci dal suo sguardo la tragedia. Ti fanno entrare dentro casa tua, ti spiegano quello che succede, tu provi a difenderti, dici che paghi regolarmente l’affitto, le utenze sono a nome tuo, hai la residenza, hai scritto all’Ater tutto questo, l’Ater sa che non hai il contratto d’affitto a tuo nome e che stavi aspettando una sanatoria, come spesso ti avevano detto succede in questi casi.
Ed ora ti trovi a doverti difendere da qualcosa che non concepisci.
Ci sono delle persone in casa tua e la polizia sospetta di cosa? “Ma cosa vuole?” ti domandi. “Cosa aspetta a buttarli fuori, invece?” D’un colpo la ferita all’intimo, il tuo cuore, come l’alcova della tua famiglia, è squarciato: una delle donne esclama “Agente! Guardi, un’ ingunzione di sfratto in data 2011” Sei in torto? Ma no! Non può essere, sei abusiva, ma sarebbe da mettere tra virgolette, pensi; tu avevi risposto a quella ingiunzione di sfratto e difatti l’Ater ti aveva aumentato l’affitto. Sono passati due anni da allora e non ne avevi saputo più nulla. “Aspetto la sanatoria” continui a ripeterti. Ma non puoi, questo, dirlo agli agenti, sarebbe come dire loro che non sei nel giusto ma… Niente, non capisci più nulla, dove è il male e dove è il bene? Lì dentro ci sono dieci anni della tua vita e gli agenti, eccoli, che ti spronano a far presto, a raccogliere le tue cose e andartene. Le tue cose? Le tue cose quali? Dai termosifoni, allo spazzolino da denti, al tavolo, alla cucina fatta su misura per tua nonna che era piccolina, è tutto tuo….
L’agente t’incita ancora a raccogliere le tue cose e afferma che avete tutte e due diritto a stare lì. Come è possibile? La residenza ancora non ce l’ha questa donna, è solo una richiesta; e poi chi gliela darebbe in municipio una residenza già assegnata? E perchè allora devi andare via tu?
Infrazione di domicilio, per questo sono state denunciate quelle persone. Quindi significa che è appurato che sono occupanti, e perchè allora sono ancora in casa tua? Il giorno dopo vai all’Ater, spieghi ciò che è successo,…….la realtà: i funzionari dell’ente ti dicono, dopo avergli spiegato cosa è successo, per nulla sorpresi, che questi episodi succedono molte volte.
La confusione aumenta. “Ma come, non fingono almeno, un pò di compassione?!” Gli chiedi come farai, “dove va a dormire allora la gente a cui è stato occupato l’immobile?” E ti senti rispondere, con arroganza, che tu non sei di diritto proprietaria di quell’alloggio, che per di più sei abusiva, e ti senti ingiurare perchè avevi lasciato incustodito l’immobile, che quella donna è incinta e che non è affar loro dove vanno le persone a dormire…….Possibile che l’Ater non abbia battuto ciglio? Forse sapeva? Perchè la polizia ti ha risposto che l’unica soluzione era che tu o fossi rimasta lì con la forza, in casa tua, o che adesso, con “quattro amici grossi” fai quello che hanno fatto loro a te!! La polizia? Perchè proprio il tuo appartamento? Ci sono tanti immobili vuoti. Come facevano a sapere che tu dovevi avere una lettera di sfratto? Chi è che sapeva che il tuo contratto d’affitto, di cui pagavi un’indennità, era ancora a nome di tua nonna? Chi lo sapeva? Chi sapeva che eri una ragazza sola, senza papà, indifesa? Ti rendi conto, alla fine, che eri tu quella a non sapere niente….
11/05/2013 Polizia municipale IV municipio. La ragazza che ha perso la casa e che sembra la polizia non possa fare niente, ne esce con la giovane schiena ancora più abbattuta. Si è scoperta di fronte alla legge, nella sua disillusione, amareggiata, con gli occhi che bucano una tela su cui non è dipinto niente, quando vi dovevano intravedere la giustizia.
La legge è un’interpretazione più o meno congeniata. Alla domanda della ragazza rivolta al commissariato di municipio, su come fosse possibile che quella donna, che ora è in casa sua, abbia la sua stessa residenza e nessuno ha visto che quella residenza fosse già assegnata; la risposta è arrivata come un ammissione di colpa: all’occupante gli è bastato aggiungere “piano terra” ed ecco che gli indirizzi sono due diversi.
Non ci sono parole da gridare, rancore da esprimere, c’è solo sgomento, sgomento e impotenza contro quello che sembra a tutti gli effetti un unico sistema, un’organizzazione bene informata, che sa come muoversi, perchè, si vede, già operante nel settore; dove tutte le parti sono d’accordo contro, continua a sembrare, solo una piccola ragazza di 28 anni …e ora vorrei tanto che qualcuno mi smentisse.
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Abbiamo messo i puntini dove abbiamo tagliato alcune parole che non modificavano il senso,ma erano solo espressioni di amarezza e perchè il racconto era altrimenti troppo lungo.
Ma una cosa va detta con forza LA GIUSTIZIA IN QUESTO PAESE NON E’ UGUALE PER TUTTI, e non solo, ma ci chiediamo l’ATER a che serve? Non è capace di tutelare il suo patrimonio, perchè se lo fa occupare,inoltre non è capace neanche di intervenire quando la stessa occupante va a chiedere aiuto perchè le è stato a sua volta occupato.
E la Polizia che fa? Come è possibile che la Polizia di fronte a due reati il primo di occupazione abusiva e il secondo d’infrazione e violazione di domicilio e occupazione abusiva invece di cacciare e denunciare entrambe una la lascia e l’altra la manda via,però poi le dice,ma lei doveva rimanere e non uscire.
MA IN CHE CAVOLO DI PAESE STIAMO?
Io mi auguro che qualcuno legga con attenzione questo articolo, perchè non è ne la prima e non sarà neanche l’ultima volta che accadono queste cose e allora mi chiedo perchè si pagano 4 dirigenti profumatamente più i responsabili di Zona e il Direttore, per non parlare di un Presidente e di un C.d.A, a che servono? SOLO A RIEMPIRSI LE LORO TASCHE.
Mi auguro che l’Assessore e il Presidente della Commissione e sopratutto Zingaretti facciano qualcosa di veramente serio, loro sono la nostra ultima speranza.

…….”allora mi chiedo perchè si pagano 4 dirigenti profumatamente più i responsabili di Zona e il Direttore, per non parlare di un Presidente e di un C.d.A, a che servono? SOLO A RIEMPIRSI LE LORO TASCHE”……….
Cara sig.ra Addante alla sua più che legittima e pertinente domanda io ne aggiungerei un’altra che potrebbe sembrare paradossale, ma poi mica tanto, ossia che questi personaggi sono talmente inetti, cinici e sadici che sembrano godere e divertirsi alle spalle di tanti loro concittadini verso i quali nutrono solo malvagia INDIFFERENZA che è poi il male più grande verso il prossimo in generale.
Per quanto riguarda poi certa parte politica che si professa paladina dei più “poveri” questa è la risultante delle loro idee politiche che finora hanno privilegiato il tanto peggio tanto meglio ossia cacciare di casa chi ci abita secondo loro ingiustamente per infilarci chi secondo loro ne ha più diritto senza indagare se veramente costoro ne hanno veramente di diritto o sono solo finti poveri magari professionisti dell’arraffamento senza scrupoli.
Purtroppo i politici che finora si sono avvicendati al governo della regione e dell’Ater hanno consentito che questo andazzo continuasse all’infinito ed è così che si è creato il far west nelle case popolari.
Ormai siamo al degrado più totale tutti contro tutti e come nella metafora dei Promessi sposi del Manzoni “i polli” (ossia gli italiani) si beccano tra loro senza sapere che tra poco finiranno tutti a bollire in pentola.
Cari saluti a tutti.
Commento perfetto e condivisibile, ma io voglio modificare questo stato di cose e lo potrò fare solo con il vostro aiuto.
Ammesso e non concesso che sia così difficile, far valere le proprie ragioni, se un estraneo con la forza si mette dentro casa tua, ma come la mettiamo se questo estraneo che è entrato nella nostra casa, utilizza le cose che sono di nostra proprietà? Per ammissione del Ater stessa, causa mancanza fondi, non fa più manutenzione ai suoi locali e quindi gli inquilini sono costretti a farsi tutto da soli, quindi questo estraneo che si è messo dentro casa, oltre a poter stare comodamente dentro le mura, può usare anche, la luce,gas,telefono,tv pagate da me? Può usare mattonelle,finestre,porte,bagno, costruite a spese mie? Può appropriarsi della mia cassetta della posta? Può usare il mio riscaldamento e caldaia che a mie spese ho fatto installare? Chi vive dentro le case Ater sa benissimo, che bisogna ormai pensare da soli alle spese di tutti questi accessori per la casa, quindi se le mura dell’abitazione sono dell’Ater, il quale non fa nulla contro chi occupa abusivamente e con la forza, di certo ci dovrà essere un modo per tutelarmi da poter impedire di usare le MIE cose, ad estranei, oppure no?
questo accade se l’inquilino al quale è stata occupata la casa non è in grado di difendersi.
Perchè la sig.na con la presenza dei poliziotti doveva entrare e non uscire più da casa,poi chiamava l’avvocato e tramite il giudice entrava in possesso nuovamente delle sue cose,.
Purtroppo i cittadini non sanno difendersi.
E’ accaduto un’altro caso simile,la sig.ra si è messa a dormire sul pianerettolo finchè non l’ihanno fatta rientrarePurtroppo in questo mondo di lupi chi si fa pecora il lupo se la magna.
Ma la cosa più grave èè che l’ATER stesso doveva interfvenire,riprendersi l’alloggio e darlo al primo in graduatoria.
Una volta tanti,tanti anni fa a volte succedeva.
Perfetto!