PORTO GARIBALDI UNA VICENDA PARTITA NEL LONTANO 1949

C’E’ CHI STA PEGGIO DI NOI,CHI L’AVREBBE MAI PENSATO?
Forse a Comacchio non c’è l’Associazione Inquilini e Proprietari.
Però abbiamo inviato al Sindaco e all’ACER di Ferrara una nota per conto della Signora e l’ACER si è svegliata proponendo un incontro per il 19 di questo mese.
Vi faremo sapere come andrà a finire,intanto un grosso in bocca al lupo alla sig.ra.

PORTO GARIBALDI UNA VICENDA PARTITA NEL LONTANO 1949
«Mio padre, proprietario sfrattato dalla sua casa»
II racconto di Albertina Zarattini: «Un ’odissea»

«MIO padre proprietario sfratta- to». Riassume cosi l’incredibile tra- fila vissuta per 30 anni da suo pa¬dre, Antonio Zarattini (foto), la si¬gnora Albertina Zarattini, origina- ria di Porto Garibaldi. La vicenda affonda le sue radici in tempi lonta- ni, nel 1949. A quella data, il non- no della signora, omonimo di suo padre, ottiene dall’Urrar casas una casa popolare a Porto Garibaldi in via Liveraghi 13. Solo nel ’51 1’uo- mo e la famiglia vengono censiti e questo permette la stipula di un contratto di patto di furura vendi- ta: «Con la promessa pero che sa- rebbe poi diventato proprietario deirimmobile», spiega la signora Albertina, che ha portato recente- mente la sua storia anche alia tra- smissione Rai ‘Mi manda Rai3’. Nel ’60 la gestione passa dall’Urrar all’Iacp, istituto autonomo ease po- polari, che trasforma il contratto di vendita in contratto di affitto. «Contrawenendo a quanto previ- sto dal codice civile — e 1’accusa della signora Zarattini — e cosi si annullano i diritti acquisiti, ben- che la quota continui ad essere ver- sata». E qui il mistero: «Tutti i do- cumenti precedenti al ’60 sono pe¬ro spariti e questo ha reso complica- tissimo il mio lavoro di raccolta del materiale per sostenere la causa di mio padre». Si passa quindi all”85, quando una delibera stabilisce la vendita di 77 alloggi tra cui quello in cui vive la famiglia Zarattini. La signora Elvira Bonazza, nonna di Albertina, una volta morto il mari- to, versa poco piu di 11 milioni, ci- fra stabilita dall’ufficio erariale, per qui stare la casa e cio determina la fine del pagamento del canone da locatario. La vendita in quel mo- mento e diretta e non e previsto un preliminare. Inoltre il contratto ri- sulta preventive rispeno al rogito ±s~’rxa~: al nocaia Papa Asaoaio oo-

LA BATTAGLIA «0ra abbiamo in mano i document!, continueremo a rivendicare il diritto»
mincia quindi un’opera di ristrut- turazione, chiedendo i permessi al Comune e ottenendoli: «Nell’anno ’86 viene emessa la fattura di paga-mento — continua il racconto del¬la Zannini —. La vendita dell’allog- gio, costruito e ristrutturato ai sen- si di legge, prevede, tra l’altro, la di- ciuira ‘senza riserva’, per cui non ri- sultava piu neppure necessario il ro- gito». II tempo passa e il rogito pe¬ro non arriva. La signora Elvira vie¬ne a mancare e con lei il sogno del rogito.
Solo ora la signora Zarattini e in possesso del materiale .necessario che usera, anche se a questo punto tutto e difficile per via del tempo trascorso e per le decisioni dei giu- dici. II padre ha quasi 80 anni ma non smettera mai di rivendicare il riconoscimento della propneta di •Hidla casa dove 1a e raorta con la voglia del rogito pur non sa- pendo di essere gia proprietaria. E qui cominciano i guai: «Per mio pa¬dre e iniziata l’odissea. E’ stato co- stretto ad afFrontare tre cause, dopo i tanti sacrifici per la casa, che per lui ha anche un valore afFettivo. Le cause sono andate male per una se- rie di negligenze e perche ancora non disponevamo di tutti i docu- menti. Cosi mio padre e stato di- chiarato ‘precario occupante senza titolo’, con la scusa di una sua non- continua residenza nell’abitazione, ma tutto questo non sarebbe acca- duto se la pubblica amministrazio- ne avesse rispettato il contratto». Continua poi con la serie dei moti- vi: «Siamo stati vittime di abusi di ufficio: sono stati sbagliati dei do- cumenti, hanno fatto confusione, come si diceva, con il numero civi- co e si e registrata una serie di erro- ri da parte dei tecnici. Abbiamo poi trovato un awocato non in gra- do di sostenere una causa cosi com- plessa e che ha commesso una serie di leggerezze pagate a caro prezzo». Da li e iniziato, per la signora Al¬bertina, un intenso lavoro di ricer- ca: «Che mi e costato anni di lavoro — spiega —. Solo ora sono final- mente in possesso del materiale ne¬cessario e lo usero, anche se a que-sto punto tutto e piu difficile per via del tanto tempo trascorso e per le decisioni dei giudici». La signo¬ra non intende pero tirarsi indie- tro: «Ci siamo rivolti a piu riprese all’Acer, che gestisce ora le case po- polari, e al Comune di Comacchio, che ne risulta proprietario, ma non abbiamo avuto riscontri. Mio pa¬dre ha 80 anni ormai, ma non smet¬tera mai di rivendicare il riconosci¬mento della proprieta di quella ca¬sa dove la madre e morta con la vo¬glia del rogito, senza sapere di esse¬re gia proprietaria.*
Onaia Boccaccini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *