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ORA L’UNIONE INQUILINI SI ARRABBIA UN PO’ TARDI,FORSE SPERAVANO CHE IL LORO AMICO NIERI LI AVREBBE AIUTATI.
l’unico aiuto e’ stato quello di non sgombrare gli occupanti abusivi.
questa delera puzza di bruciato e non vorre che dietro a tutto ciò qualcuno si impossessi dei gioielli di famiglia, sappiamo benone come vanno le aste.
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Case del Comune in vendita, l’Unione Inquilini: “Peggio della dismissione Enasarco”
“I politici comunali con gli inquilini tuonano contro il libero mercato e gli sfratti e poi ne cancellano le tutele. Si tratta di una delibera che deve essere profondamente rivista dal consiglio comunale”. Undici volte inaccettabile: ecco perché
Redazione· 12 novembre 2013
“Semplicemente inaccettabile”. L’Unione Inquilini boccia senza mezzi termini la proposta di delibera comunale numero 88 che prevede l’alienazione del patrimonio residenziale e non residenziale del Comune di Roma. L’associazione senza mezzi termini chiede che le modifiche siano effettive e “non gattopardesche. E’ ora di finirla con le ipocrisie”.
UNIONE INQUILINI ALLIBITA – L’Unione Inquilini si dice allibita: “La Giunta Marino, infatti, nel chiedere la modifica della precedente delibera di autorizzazione all’alienazione di patrimonio residenziale di 370 unità immobiliari ad uso residenziale, oltre ad altri immobili non residenziali, ha provveduto a minimi aggiustamenti, senza neanche inserire quelle indicazioni che nella passata consiliatura la consigliera Azuni, dopo una aspra battaglia, era riuscita a far passare con un O.d.G.. Per quanto attiene le unità immobiliari ad uso residenziale non viene indicato il prezzo a cui verranno cedute agli inquilini, ma solo che esso sarà “pari al prezzo di mercato diminuito del 30%”.
Nulla viene detto inoltre in merito alle modalità di acquisizione del prezzo di mercato. Al contrario l’ordine del giorno della Azuni prevedeva un prezzo massimo sulla base delle stime dell’Agenzia del territorio che doveva tenere conto del pessimo stato di manutenzione degli appartamenti.
PEGGIO DI ENASARCO – Secondo Unione Inquilini “le tutele per i nuclei familiari che non possono comprare sono limitate e poco chiare con la conseguenza che gli inquilini saranno soggetti ad un vero ricatto. Si tratta con tutta evidenza di alienazione con criteri inaccettabili di molto peggiori rispetto a quelli previsti dalle vendite Enasarco sulle quali il Sindaco e tanti esponenti della giunta, della maggioranza e anche dell’ opposizione hanno tuonato”.
È 11 VOLTE INACCETTABILE … – E proprio sul confronto con Enasarco verte l’attacco più duro dell’associazione. “È inaccettabile che il prezzo sia quello di mercato, mentre ad esempio per l’Enasarco è quello tra il minimo e il medio dei valori dell’agenzia del territorio; è inaccettabile che l’esenzione dalla procedura di vendita riguardi solo quelle famiglie con reddito inferiore a 28 mila Euro (da 0 a 1.800 euro netti di reddito mensile) quando oggi è impossibile avere un mutuo senza un reddito di almeno 3.000,00 al mese; è inaccettabile che il rinnovo del contratto per le famiglie, poverissime, sia sulla base della normativa vigente, quindi anche eventualmente con un canone di mercato, e non esclusivamente con un canone agevolato a seguito di accordo tra il comune e
i sindacati inquilini, e sulla base del reddito; è inaccettabile che non siano chiare le modalità e l’ammontare del canone per il rinnovo dei contratti per i nuclei familiari con reddito sino a 42.000 euro, e se tali appartamenti saranno venduti all’asta, ed in tal caso con la sicurezza che i nuovi acquirenti sfratteranno gli inquilini; è inaccettabile che i nuclei familiari abbiano un tempo brevissimo, solo 90 giorni contro i 120 di legge, per rispondere, e che non sia data la possibilità di acquistare anche dopo alcuni anni, e cioè dopo che sia passata l’attuale congiuntura economica; è inaccettabile che la possibilità di acquistare il solo diritto di usufrutto sia limitata agli anziani ultrasettantacinquenni, e non anche ai 67enni, e che tale diritto non possa essere pagato con rate mensili pari all’ultimo affitto percepito, come nell’Accordo ENASARCO; è inaccettabile che non sia data la possibilità di cointestare ad altro familiare, fermo restando il diritto di abitazione, il contratto di acquisto, eliminando la possibilità di farsi aiutare dai figli, nella richiesta di mutui; è inaccettabile che sia richiesto, in un momento di crisi come questo, il pagamento entro dicembre di eventuali morosità pregresse, e non sia data la possibilità, come nell’Accordo ENASARCO, di sanare la morosità al momento dell’acquisto, con il mutuo; è inaccettabile che non si capisca se il valore complessivo stimato in 247 milioni di euro sia quello “di mercato” ovvero quello incassabile a seguito delle riduzioni previste in delibera; che non si capisca se l’utilizzo del Fondo Immobiliare di cui alla L.111/11 sia una mera possibilità o se il Comune pensa di utilizzare tale
modalità di alienazione già fallita nei precedenti anni; che solo il 25% dei proventi sia utilizzato per la realizzazione o recupero di alloggi ERP.
La chiusura è un durissimo attacco ai consiglieri comunali: “Si tratta di una delibera che deve essere profondamente rivista dal consiglio comunale, poiché chi ha un reddito alto non avrà problemi di acquisto, e farà un buon affare, mentre chi non potrà accedere al mutuo potrebbe essere cacciato di casa molto presto senza modifiche sostanziali della delibera. E’ davvero straordinario come i politici comunali quando si tratta di parlare davanti agli inquilini tuonino contro il libero mercato e gli sfratti, mentre quando si tratta di vendere patrimonio comunale o provinciale parlano di prezzi di mercato e limitino le tutele per gli inquilini di fatto al nulla. Complimenti alla Giunta comunale che avrebbe dovuto rappresentare un tratto di discontinuità rispetto alle precedenti”.

Salve Sig.ra Addante,
approfitto di questo articolo, che mi preoccupa non poco vista la situazione in cui mi trovo, per chiederle una informazione:
è ormai un anno che sono rientrato nell’abitazione paterna (ater Garbatella) inviando la richiesta di ampliamento del nucleo famigliare e cambiando la residenza. Sono invece circa 5 mesi che inviato il certificato ufficiale di separazione, ma nonostante vari solleciti, non ho avuto alcuna risposta ufficiale. Assisto inoltre mio padre che è disabile al 100% e vorrei sapere se esiste un modo per avere una risposta in tempi brevi dall’ Ater. Preciso inoltre di aver comunicato a suo tempo i redditi e dichiarato il fatto di non possedere alcun immobile.
Grazie per la sua disponibilità
Saluti
Franco
se suo padre ha comunicato che è rientrato a far parte del proprio N.F. il figlio non ci sono problemi,chieda un appuntamento attraverso il cal center
Grazie.
prego
Sig.ra Addante Buonasera,
purtroppo l’unica risposta che continuo ad avere dal call center è che possono soltanto sollecitare, ma non possono prendere appuntamenti.
Ho il sospetto che non ci sia la volontà di voler regolarizzare la cosa…
Grazie comunque
Lei ogni volta che telefona al cal-center si deve far rilasciare il numero di tichet, poi mi da quel numero e vedrà che la chiamano.