Certo che all’Ater di Roma se ne sentono di tutti i colori, l’ultima che gira è un’altra boiata sembrerebbe che sia stata data la delega delle mansioni dirigenziali a due dipendenti che non hanno tale titolo, come è stato già fatto per la Sanfelice e per l’arch.Beciani.
Ma se non sbaglio la dott.ssa Grassia oltre ad essere il dirigente del personale ha anche il compito dell’anticorruzione, se non sbaglio dovrebbe tutelare e impedire certe manovre, anche perchè dopo tre mesi di mansioni i dipendenti vanno da un bravo avvocato e rivendicano il titolo e quale magistrato glie lo negherebbe?
Ma sempre l’uccellino dice invece che sembrerebbe lei l’autrice e sostenitrice di tutto ciò.
Dicono anche che sia molto nelle grazie del Commissario, il quale pende dalla sua bocca.
Ma non vogliamo credere a certi pettegolezzi, sono solo malelingue la dott.Grassia è bravissima e diligente almeno fino a prova contraria, ma comunque va detto che hanno trovato modo di darle 20mila euro in più a lei e al dott.Mari, per la loro capacità, competenza e attaccamento al lavoro e soprattutto per la loro abnegazione a risolvere i problemi degli assegnatari.
Gli assegnatari che si lamentano sono ingiusti, dovrebbero capire ed aspettare che prima o poi, in genere è sempre poi, quando accade, se accadrà forse anche loro risolveranno il problema, pero i due dirigenti intanto si portano a casa oltre al loro stipendio altri 20mila euro, tanto li prendono dai fitti delle case popolari.
Alla faccia dell’anticorruzione e della trasparenza tali non mi sembra che vengano pubblicati immediatamente.
Ma un dubbio mi rode il cervello, perché hanno tolto dal personale il dott.D’Onofrio che tra l’altro è anche un esperto del lavoro?
L’avessero tolto perché non ha voluto riconfermare l’architetto assunto dal Commissario?
Oppure perché ha contestato brillantemente la promozione della Pace?
Ma no, no non è possibile all’Ater certe cose non accadono.
