QUESTO E’ IL RISULTATO, QUANDO SI MANDA A GOVERNARE IL PRIMO CHE PASSA PER STRADA!

COUSING[1]

LEGGENDO TALE MODIFICA ALLA LEGGE 30 DEL 2002 MI DOMANDO, MA COSTORO SONO COSCIENTI DI CIO’ CHE FANNO?

TEMO DI NO PERCHE’ NON HANNO NEANCHE L’UMILTA’ DI CONOSCERE,DOCUMENTARSI E ASCOLTARE CHI NE SA PIU’ DI LORO, PRIMA DI FARE EMENDAMENTI CHE SI POSSONO FARE IN SVEZIA  DOVE TUTTO E’ PERFETTO, MA NON IN ITALIA  DOVE TUTTO E’  MARCIO.

 INOLTRE TALE EMENDAMENTO AL QUALE SI E’ DATO UNA BELLA PAROLA MA CHE NON CORRISPONDE ALLE INTENZIONI , STA A SIGNIFICARE SOLO UNA COSA CHE GLI ANZIANI O LE PERSONE CHE RIMANGONO SOLE DENTRO UN ALLOGGIO ERP NON POTRANNO PIU’ STARCI PERCHE’ L’ALLOGGIO PER LORO E’ TROPPO GRANDE,FATE ATTENZIONE CHE SEMPRE QUESTA CLASSE POLITICA HA RIDOTTO LA METRATURA DA 45 MQ. A 38 MQ PER ALLOGGIO IDONEO PER UNA SOLA PERSONA.

PER CUI SARANNO DEPORTATI IN ALLOGGI PIU’ PICCOLI O IN ALTERNATIVA GLI METTERANNO IN CASA  A COABITARE CON LORO ALTRE PERSONE, LA MISTIFICAZIONE DELLE PAROLE CHE NON SOPPORTO E NEANCHE LA PRESUNZIONE DI CERTI POLITICI.

CARO BERLINGUER TU SI CHE ERI UN VERO POLITICO CHE AMAVA IL POPOLO, OGGI CI SONO SOLO CARRIERISTI INDIVIDUALISTI, PURTROPPO!

LEGGE 30 DEL 2002

Art. 12 bis (5c)

(Ufficio di coresidenza delle ATER)

1. L’ATER provvede a favorire la mobilità volontaria di quei nuclei familiari che abitano unità abitative in sottoutilizzo offrendo soluzioni alternative, in particolare per anziani soli, anche in cohousing.

2. A valere sulle risorse finanziarie interne è costituito un apposito ufficio di cohousing composto di personale laureato in materie dell’area socio-psicologica abilitate alle professioni di assistenza psicologica e sociale con il compito di favorire la mobilità dei nuclei familiari di cui al comma 1 secondo quanto stabilito dal programma annuale di attività adottato dal consiglio di amministrazione ai sensi dell’articolo 6, comma 3, lettera f).

SIGNIFICATO DELLA PAROLA COHOUSING:Un cohousing è un modo di abitare collaborativo che coniuga gli spazi privati con aree e servizi a uso comune. L’obiettivo è quello di creare reti di relazioni e reciprocità, adottare pratiche ecologiche, e anche ottenere risparmi economici. Parlando di cohousing ci si riferisce solitamente a un contesto urbano.

QUESTO E’ IL RISULTATO DELLA POLITICA E DEI SUOI POLITICANTI CHE NON HANNO I PIEDI PER TERRA  E NON SANNO NULLA DELL’EDILIZIA RESIDENZIALE PUBBLICA

2 pensieri su “QUESTO E’ IL RISULTATO, QUANDO SI MANDA A GOVERNARE IL PRIMO CHE PASSA PER STRADA!

  1. angela

    Cara Annamaria,
    vorrei evidenziare questo articolo che tutti possono trovare in Internet sul vero significato di “cohousing”.
    Il cohousing può essere considerato una dimensione sociale del vivere sostenibile il cui scopo principale è quello di ricercare un nuovo stile di abitare che garantisca migliori condizioni di benessere e qualità. Nato nel Nord Europa, ha assunto aspetti diversi in tutto il mondo in base alle esigenze e alle culture dei vari Paesi.
    I principi alla base del cohousing come risposta alla sempre crescente questione economica e ambientale dell’abitare soprattutto nelle aree urbane, a partire dai primi decenni del XX secolo viene definita e sperimentata nei tanti progetti dell’housing moderno, l’idea della “condivisione” di determinati spazi e servizi alla ricerca di un nuovo modo di vivere basato su «socialità, condivisione, collaborazione e stili di vita sostenibili». Questi sono i principi fondamentali elencati da Pietro Cobor responsabile dell’ufficio stampa di Cohousing.it. Per concretizzare questi principi da anni – circa una decina in Italia – si realizzano costruzioni all’interno delle aree urbane, di complessi abitativi composti da alloggi privati indipendenti dotati di ampi spazi e servizi comuni. Queste zone condivise da tutti gli abitanti (i cohouser) possono essere di vario genere e dipendono dalle esigenze e desideri dei cohouser stessi.
    1) Sono proprio le persone interessate a sperimentare questo modo di abitare che, costituendosi in gruppo, diventano effettivamente committenti. Prima ancora dell’acquisto immobiliare le persone si aggregano intorno a un progetto, «sulla base di una visione comune di qualità della………….”
    2) Infatti, questa modalità di abitare prevede che l’architetto si confronti con un gruppo di individui e non con anonimi e futuri utenti. I complessi abitativi in cohousing sono, quindi, realizzati su misura e riflettono le preferenze dei loro proprietari: piante non convenzionali, camere distribuite in maniera particolare, spazi ricercati, materiali di costruzione scelti. Gli insediamenti in cohousing sono sempre caratterizzati dalla ……”
    Quindi, leggendo il vero significato di cohousing si evince che è una vera e propria scelta fatta dal futuro acquirente per un certo stile di vita. Un discorso è avere libero arbitrio di diventare proprietario dell’appartamento ed un altro è essere un inquilino/a obbligato/ a fare tale scelta. Ora prendiamo un anziano/a che è rimasto/a da solo/a ed ha la sfortuna di abitare in un alloggio ERP superiore a 45 mq, lo/a deportiamo in un altro appartamento ove è costretto/a, dico costretto/a a condividerlo con una o più persone a lui/lei sconosciute e viceversa, domanda: “Come potrà essere nel futuro questa condivisione? Sarà vero che questo stile di abitare garantisca migliori condizioni di benessere e qualità, in un paese come il NOSTRO dove quasi tutti i giorni sentiamo notizie di questo tipo: Vicino di casa ammazzato perché sentiva la televisione ad alto volume; vicino di casa accoltellato da un altro inquilino perché annaffiava le piante e l’acqua andava a finire nel terrazzo di quest’ultimo; inquilino minacciato, malmenato dal vicino di casa, perché lamentava il fatto che sul ballatoio in comune non potevano giacere l’armadio di casa, la scarpiera, i giocattoli dei bambini dell’altro, etc?. E ci sembra oltretutto che in questi casi, le strutture proprietarie di alloggi ERP, dopo varie segnalazioni e quindi lamentele più che giustificate da parte dell’inquilino che subisce tali angherie, cosa fanno?
    Intervengono? Prendono provvedimenti? Non c’è un regolamento contrattuale ove si stabilisce un etica comportamentale da parte degli affittuari? La risposta è: fare come le tre scimmiette: “Io non vedo, non parlo e non sento”, l’importante è che a fine mese gli inquilini paghino la bolletta di affitto!
    Quando si costruisce uno stabile, prima si creano le fondamenta, poi il I piano, il II il III e così via. Ma in Italia dove sono le fondamenta? Che facciamo compriamo prima la frusta e poi il cavallo?
    E vogliamo parlare di cohousing? Ma possiamo evolverci socialmente e culturalmente come i paesi del Nord Europa, quando per fare una semplice carta d’identità o un rinnovo ci vogliono mesi e mesi? Quando per avere una informazione giusta e chiara (se riesci a contattare telefonicamente chi di dovere) devi pregare i Santi in Paradiso prima perchè se rispondono e dopo perché la mano destra non sa mai quello che fa la sinistra? Possiamo arrivare a tali livelli quando nelle scuole è stata abolita la materia: educazione civica? O che tu devi parcheggiare nello spazio riservato a persone con handicap? O che il tuo cortile, dato che fa parte della “COLLETTIVITA’” diventa un accumolo di sporcizia? O quando una persona con handicap fà domanda per avere un ascensore e i lavori vengono conclusi quando la persona è morta già da anni? Etc., etc., etc.
    E vogliamo parlare di cohousing? Ma che film è? Titolo: “The Neverending Story”, ossia la Storia Infinita, dato che ultimamente a chi ci Governa “fà CHIC” utilizzare parole in inglese senza saperne il vero significato!
    Ora mi voglio rivolgere al PD. Ehi, gente svegliamoci, diamoci una mossa!! Non permettiamo che queste “teste matte” mandino in totale rovina il nostro Paese! Non permettiamo tali abusi di potere! Lasciamo gli anziani dove sono, gli rimangono solo i ricordi e le nostalgie di un tempo passato.
    Non si risolve in questo modo il problema “abitativo”!!
    Tanto alla fine prima o poi, ognuno di noi dovrà diventarci “anziano/a” e dovrà fare i conti con la propria coscienza, sempre se ne abbiamo una!

    Angela

  2. addante Autore articolo

    CONDIVIDO PIENAMENTE CIO’ CHE HAI SCRITTO.
    PURTROPPO OGGI I NOSTRI POLITICI E ALCUNI DIRIGENTI VOGLIONO SOLO SCIMMIOTTARE QUELLO CHE ACCADE IN ALTRI PAESI MOLOTO,MA MOLTO PIU’ EVOLUTI DEL NOSTRO E NON SI RENDONO CONTO DI CIO’ CHE DICONO PERCHE’ NON VIVONO LA REALTA’ DEL QUOTIDIANO.

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