Archivi categoria: Torre Spaccata

ERA ORA! MA NON BASTA CARO ASSESSORE AI MOLTO DA FARE, DOVETE RIPRISTINARE LA LEGALITA’ !!!

Al via 56 nuovi alloggi popolari Ater

l’Assessore Ciacciarelli: grazie alla collaborazione con Ater Roma, attraverso interventi mirati, stiamo cercando di restituire dignità e decoro

Nella giornata di ieri, 23 maggio, l’assessore all’Urbanistica, alle Politiche abitative, alle Case popolari e alle Politiche del Mare della Regione Lazio, Pasquale Ciacciarelli, ha effettuato un sopralluogo nei cantieri Ater aperti a Ostia, accompagnato dal commissario straordinario di Ater Roma, Orazio Campo. Il sopralluogo ha interessato la riqualificazione degli immobili di via Baffigo, via della Corrazzata e nell’area di Laurentino 38, nei quali verranno realizzati 56 nuovi alloggi.

«Grazie alla collaborazione con Ater Roma, attraverso interventi mirati, stiamo cercando di restituire dignità e decoro a quei quartieri che da anni sono rimasti in uno stato di abbandono e degrado», ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, alle Politiche abitative, alle Case popolari e alle Politiche del Mare della Regione Lazio, Pasquale Ciacciarelli.

Gli interventi in corso nell’area nord di Ostia, che riguardano la riqualificazione e la messa in sicurezza dei fabbricati ubicati in via Baffigo e via della Corrazzata, prevedono, oltre alle sistemazioni esterne e al recupero delle facciate, il superamento delle barriere architettoniche.

Gli interventi previsti nell’ambito del Piano di zona – Laurentino 38, riguardano, oltre al recupero edilizio dell’edifico a torre in via Pea, il cambio di destinazione d’uso dei ponti 5 e 6 con la realizzazione di 56 nuovi alloggi.

«Tali interventi dimostrano la concreta attenzione del Governo del Lazio anche verso le zone più periferiche, che meritano la stessa dignità di tutte le altre.

Desidero ringraziare il commissario straordinario di Ater Roma, Orazio Campo, per la costante collaborazione e il suo impegno sul territorio», ha concluso Pasquale Ciacciarelli.


QUANDO LA CLASSE POLITICA E’IGNORANTE EMETTE SOLO LEGGI DEMENZIALI E I FUNZIONARI PURTROPPO POI CI DEVONO FARE I CONTI!!!

prot-23711.pdf N.2

LEGGE 513 DEL 1977 ART.28

L’assegnatario può alienare l’alloggio qualora ricorrano le condizioni di cui al precedente quinto comma. In tal caso deve darne comunicazione al competente istituto autonomo per le case popolari, il quale potrà esercitare, entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione, il diritto di prelazione all’acquisto per un prezzo pari a quello di cessione rivalutato sulla base della variazione accertata dall’ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. (ALLUCINANTE!!! INFATTI FECI CAMBIARE LA NORMA DAL GOVERNO AMATO CON LA LEGGE 560/93)

LA LEGGE 560 DEL 1993 MODIFICO’ LA LEGGE 513 /77 E MODIFICO’ L’ART.28 E LO RISCRISSE IN QUANTO TALE ARTICOLO ERA INCOSTITUZIONALE, MA LA REGIONE LO RIPROPOSE SENZA RENDERSI CONTO CHE LO STATO LO AVESSE MODIFICATO PERCHE’ INCOSTITUZIONALE, MA D’ALTRONDE CHE COSA TI PUOI ASPETTARE DA CERTI POLITICI CHE NON HANNO UN MINIMO DI CULTURA GIURIDICA E AMMINISTRATIVA, INFATTI LA LEGGE 560/93 IN MERITO AL DIRITTO DI PRELAZIONE FECE DUE COMMI IL 20 CHE RIGUARDA TUTTE LE VENDITE EFFETTUATE AL DI FUORI DELLA 513/77  E IL 25 CHE RIGUARDA GLI ALLOGGI VENDUTI CON LA LEGGE 513/77 E L’ART.28 COMPRESA LA LEGGE REGIONALE 42/91 IN QUANTO RIPRENDE L’ARTICOLO 28 DELLA 513/77 E COSI FU SCRITTO NELLA LEGGE 560/93:

comma 20 e  25 della legge 560 del 1993

20. Gli alloggi e le unità immobiliari acquistati ai sensi della presente legge non possono essere alienati, anche parzialmente, né può essere modificata la destinazione d’uso, per un periodo di dieci anni dalla data di registrazione del contratto di acquisto e comunque fino a quando non sia pagato interamente il prezzo. In caso di vendita gli IACP e i loro consorzi, comunque denominati e disciplinati con legge regionale, hanno diritto di prelazione.

25. Il diritto di prelazione di cui al nono comma dell’articolo 28 della legge 8 agosto 1977, n. 513, e successive modificazioni, si estingue qualora l’acquirente dell’alloggio ceduto in applicazione del medesimo articolo 28 versi all’ente cedente un importo pari al 10 per cento del valore calcolato sulla base degli estimi catastali.

POI LA REGIONE LAZIO FECE L’INDECENZA DEL COMMNA 10 BIS INSERENDO NELLA LEGGE REGIONALE 27/2006, IL VERGOGNOSO COMMA 10 BIS   ARTICOLO INDECENTE  E CLIENTERALE, IN QUANTO RIMETTE L’ART.28, MA NON COME FU MODIFICATO DALLA 560/93, MA COME ERA INCOSTITUZIONALMENTE FATTO ALL’ORIGINE.

 PERCHE’ ERA INCOSTITUZIONALE PERCHE’ VENIVA VENDUTO UN ALLOGGIO E DOPO 10 ANNI SE CHI LO AVEVA ACQUISTATO DOVEVA CHIEDERE IL PERMESSO ALLE CASE POPOLARI LE QUALI SE LO POTEVANO RIACQUISTARE  ALLO STESSO PREZZO CHE LO AVEVANO  10 ANNI PRIMA CON L’AGGIUNTA DELL’AUMENTO ISTAT.

PER CUI L’ASSEGNATARIO CHE LO AVEVA  ACQUISTATO E RISTRUTTURATO  SE  LO VOLEVA RIVENDERE NON POTEVA FARLO, PERCHE’ SE ALL’ATER GLI PIACEVA SE LO RICOMPRAVA ALLO STESSO  PREZZO CHE TE LO HA VENDUTO!

MA VI RENDETE CONTO CHE COSA HANNO COMBINATO ZINGARETTI VALERIANI PATANE’ E TROMBETTI!!!

HANNO RIPRISTINATO UNA NORMA INCOSTITUZIONALE CHE IL GOVERNO AVEVA MODIFICATO,MA TALE NORMA COMPRENDEVA ANCHE UNA VERGOGNOSA MARCHETTA PER GLI AMICI DEGLI AMICI I QUALI PERO’ SE PAGAVANO IL DIRITTO DI PRELAZIONE LO PAGAVANO SOLO AL 50% PERCHE’ NON AVEVANO IL DIRITTO DI SUPERFICIE, MA MOLTI LO HANNO PAGATO AL 100X 100 PEO’ QUANTO TOCCAVA PAGARLO A UNO DELLA SEGRETERIADI VALERIANI ALLORA SI E’ FATTA LA MARCHETTA  E I FESSI CHE HANNO PAGATO TUTTO?

MA QUESTO E’ IL PD DI ZINGARETTI E VALERIANI!!!

I CAPOLAVORI DELL’ATER DI ROMA!!!

PER L’UFFICIO TECNICO UNO INTERNO E UNO ESTERNO CI SI PUO’ STARE, ANCHE SE RITENGO SCIANDIVASCI UNO VERAMENTE COMPETENTE!

MENTRE PER L’AREA AMMINISTRATIVA SI SONO RISPETTATI I FEDELISSIMI, MA LA COSA CHE MI SORPRENDE E’ IL VOTO DELLA BOTTONI, IO LA CONOSCO  DA UNA VITA E POSSO DIRE CHE E’UNA COMPETENTE, E CHE NON SI SOTTOMETTE, MA FORSE SAPEVA CHE ERA TUTTO PRECOSTITUITO E MOLTO PROBABILMENTE  E’ ANTIPATICA ALLA ROLLI!

POI CHE LA PASCUCCI FOSSE MENO BRAVA DI VALERIO HO SERI DUBBI LA PASCUCCI LA RITENGO BRAVA ,MA HA IL DIFETTO DELL’ONESTA’ E PER L’ATER NON E’ UN MERITO, MENTRE L’ALTRO E’ IL CLASSICO SIGNORSI’!!!

POI L’ORGERA PRIMA DI MASUZZO E’ VERAMENTE UNA BARZELLETTA, CONOSCENDOLA E AVENDO VERIFICATO LA SUA INCOMPETENZA QUANDO ERA RESPONSABILE DI ZONA, TALE RISULTATO MI MERAVIGLIA, MA CREDO CHE TUTTI ORMAI SAPESSERO CHE QUESTI RISULTATI ERANO SCONTATI E NON SI SONO IMPEGNATI PIU’ DI TANTO, MA CHE DEBBO DIRE CHE L’ATER DI ROMA NON SI SMENTISCE MAI!!!

CHE DIO CE LA MANDI BUONA E ORA ASPETTIAMOCI L’ULTIMA NOMINA QUELLA DEL DIRETTORE ANCHE SE CE TOCCA SOPPORTA’ LA METEROPATICA ROLLI, ALMENO IN QUELLO SPERIAMO DI SALIRE MOLTO DI LIVELLO!!!

P.S

MA RIFLETTENDO HANNO RISPARMIATO COSA CHE NEGLI ANNI PASSATI NON ERA ACCADUTO

SE AVESSERO VINTO TUTTI GLI ESTERNI PER L’ATER DI ROMA COSI’ AGGRAVATO IL COSTO SAREBBE STATO ENORME, PROMUOVENDO GLI INTERNI HANNO RISPARMIATO E SPERIAMO CHE TALE RISPARMIO DIVENTI FRUTTUOSO!!!

MA ALL’ATER DI ROMA SANNO CAPIRE LE NORME E LE LEGGI? O SONO ANALFABETI CULTURALI?

GIORNI FA MI E’ CAPITATA UNA PRATICA CHE GRIDA VENDETTA, E HO RITENUTO DI RENDERE PUBBLICA TALE INDECENZA!!!

SINCERAMENTE MI RENDO SEMPRE PIU’ CONTO PERCHE’ L’ATER DI ROMA SI TROVA IN QUESTE CONDIZIONI, PERCHE’ HA FUNZIONARI INCAPACI E INCOMPETENTI!

LA SECONDA ZONA NEL 2010 INVIA LA DECADENZA NEI CONFRONTI DI UN ASSEGNATARIO PERCHE’ HA SUPERATO IL LIMITE DEI BENI PATRIMONIALI IN SUO POSSESSO.

MA LA FUNZIONARIA CHE SCRIVE SIG.RA PETTI OVVERO COLEI CHE HA FATTO LA PRATICA, SCRIVE UN CUMULO DI CAZZATE, IN QUANTO IL TIZIO NON SUPERA AFFATTO I FAMOSI CENTOMILA EURO DI RENDITA CATASTALE MOLTIPLICATA PER CENTO

IN QUANTO LA LEGGE E’ CHIARISSIMA : IL VALORE COMPLESSIVO DEI BENI PATRIMONIALI E’ DATO DALLA SOMMNA DEI VALORI RELATIVI ALLE SEGUENTI COMPONENTI: a) FABBRICATI,IL VALORE E’ DATO DALL’IMPONIBILE DEFINITO AI FINI DELL’IMPOSTA  COMUNALE IMMOBILIARE (ICI) LA RENDITA CATASTALE X PER CENTO ECC.ECC. LA RENDITA CATASTALE.

QUESTA FUNZIONARIA INCOMPETENTE E ANALFABETA CULTURALE, AFFERMA INVECE CHE SUPERA I CENTOMILA EURO!

CODESTA FUNZIONARIA SAREBBE DA LICENZIARE IN TRONCO IN QUANTO DOVREBBE SAPERE CHE IL MOLTIPLICATORE X CENTO E’ SOLO E UNICAMENTE PER GLI ALLOGGI,CHE HANNO LA CATEGORIA CATASTALE A/3 PERCHE’ SE L’ALLOGGIO E’ CATECORIA A/10 E’ A USO UFFICIO IL MOLTIPLICATORE AUMENTA!

MA SE LE PROPRIETA’ SONO C/2-C/1-C/6-, NON VENGONO PIU’ MOLTIPLICATE PER CENTO, MA PER 33,33, PER CUI LA SOMMA DEI BENI IMMOBILIARI E’91.664,57 E PERTANTO NON SUPERA I CENTOMILA EURO.

TUTTO CIO’ ACCADEVA NELL’ANNO 2010, MA NESSUNO HA CORRETTO QUESTA INCOMPETENTE!

MA L’ERRORE VIENE RIPETUTO NELL’ANNO 2014 QUESTA VOLTA DA UN’ALTRA FUNZIONARIA, ANCHESSA UNA INCOMPETENTE,MA ALL’ATER EVIDENTEMENTE NON SERVE LA COMPETENZA, PERCHE’ COSTEI A DIFFERENZA DELL’ALTRA E’ LEI LA   RESPONSABILE DELLA 2 ZONA, LA DOTT.SSA SALUSTRI,MA STAVOLTA TALE NOTA NON E’ PIU’ INDIRIZZATA AL MARITO TITOLARE DELL’ALLOGGIO, MA ALLA MOGLIE PERCHE’ NEL FRATTEMPO SI SONO SEPARATI!

IL COMUNE OVVIAMENTE NON GLI FA LA DECADENZA, PERCHE’ SI RENDE CONTO CHE I CONTI DELL’ATER SONO SBAGLIATI, ANCHE PERCHE’ DIMOSTRATO DA UN AVVOCATO CON TANTO DI LETTERA E DI CONTEGGI, E INFATTI IL DCOMUNE NON FA NESSUNA DECADENZA!!!

MA NON E’ FINITA QUI’, PERCHE’ NEL 2021, STAVOLTA AL MARITO CHE NON ABITA PIU’ CON LA MOGLIE IN QUANTO SEPARATO DAL 2014, GLI ARRIVA UNA LETTERA DI ACQUISTO IL 26 GENNAIO 2021 DALL’UFFICIO VENDITE (OVVERO DALLA SALUSTRI) A FIRMA DEL DIRETTORE NAPOLETANO.

IL 29 APRILE DEL 2021 GLI ARRIVA UN’ALTRA LETTERA PER ACQUISTO SEMPRE DALLO STESSO UFFICIO DELLA SALUSTRI E SEMPRE FIRMATA DA NAPOLETANO! IN 4 MESI STESSA LETTERA INVIATA DUE VOLTE!!!

LA SIGNORA IL 7 LUGLIO 2021 PAGA I 1708,00 A SUO NOME E ACCETTA L’ACQUISTO!

PREMETTO CHE L’8 LUGLIO 2014 LA SIG.RA AVEVA INVIATO ALL’ATER LA RICHIESTA DI SUBENTRO NELL’ALLOGGIO A SEGUITO DI SEPARAZIONE, MA NULLA ACCADE, FATE ATTENZIONE CHE NEL 2021 LA LETTER ACQUISTO E A NOME DEL MARITO !!!

LA SALUSTRI SI E’ DIMENTICATA CHE E’ SEPARATO DAL 2014

MA UDITE UDITEL’11 GENNAIO 2024 L’UFFICIO VENDITE OVVERO LA DOTT.SSA SALUSTRI GL I INVIA UNA NOTA DOVE GLI COMUNICA L’ARCHIVIAZIONE DELLA PROCEDURA DELLA VENDITA, IN QUANTO IN DATA 16 NOVEMBRE 2023 PROT.54325 è STATA PROPOSTA DECADENZA DALL’ASSEGNAZIONE A ROMA CAPITALE CON PROT.5862 DEL 7 FEBBRAIO DEL 2012 E PERTANTO LA S.V NON PUO’ ESSERE RITENUTA ASSEGNATARIA DELL’IMMOBILE E QUYINDI PRIVA DEI REQUISITI PER L’ACQUISTO!!!!

QUESTA E’ L’ATER DI ROMA, MA C’E’ DI PEGGIO, PERCHE’ POI CI SONO FUNZIONARI AL COMPLETO SERVIZIO DI CERTI POLITICI E ALLORA ACCADEDI PEGGIO!!!

CONTRATTI A CHI NON NE HA NESSUN DIRITTO, MA POI MAGARI CERCANO DI CACCIANO VIA UN POVERO DISGRAZIATO IN ATTESA DI TRAPIANTO!

NON HO PAROLE, CHIAMATE IL 118 PERCHE’ SE QUESTI SONO I FUNZIONARI CHE DEBBONO MANDARE AVANTI L’AZIENDA ORA CAPISCO PERCHE’ L’AZIENDA STA IN QUESTE CONDIZIONI DI FALLIMENTO !!!

STA GENTE DEVE ESSERE TUTTA RICICLATA PERCHE’ INCAPACE E IMBROGLIONA E INOLTRE STA SOLO AL SERVIZIO DI CERTI POLITICI!!!

NON SE NE PO PIU’, MASE TANTO MI DA TANTO QUANTA GENTE HANNO ROVINATO?

PERCHE’ CHI VIENE DA ME SI SALVA QUESTA SIGNORA ALL’EPOCA NON E’ VENUTA DA ME, IO LO INCONTRATA IN QUESTI GIORNI , MA PRIMA DI ME NEL 2010 ERA ANDATA DA UN AVVOCATO, MA EVIDENTEMENTE GLI ANALFABETI CULTURALI NON HANNO CAPITO O NON HANNO LETTO CIO’ CHE HA SCRITTO L’AVVOCATO, MA PER FORTUNA IL COMUNE SI!!!!

LA COSA PIU’ ORRIBILE E’ CHE A QUESTI PERSONAGGI IL DUBBIO DI POTER AVER SBAGLIATO NON GLI VIENE MAI?

L’ATER DI ROMA SE NON SI LIBERA DI CERTI PERSONAGGI FINIRA’ MALE!!!

MA LA COSA CHE MI PREOCCUPA DI PIU’ E’ LA POLITICA CHE SE NE FREGA ALLA GRANDE DEL PROBBLEMA CASA, OVVERO SE NE FREGA MOLTO PER I SUOI INTERESSI!

SARA’ LA STESSA COSA ANCHE CON ROCCA?

TEMO DI SI VISTO, CHI HA NEL SUO GABINETTO, E INOLTRE NON SI CAPISCE COME FANNO AD ANDARE IN GIRO PROPOSTE DI LEGGE ALLUCINANTI, FATTE APPOSTA PER SPUTTANARE TALE GIUNTA!!!

MA VENERDI ALLA RIUNIONE CON LA COMMISSIONE ABBIAMO SCOPERTO CHE QUELLA PROPOSTA NON L’HA FATTA LA REGIONE.

PERO’ GIRA A TRE MESI DALLE ELEZIONI EUROPEE, CARO ROCCA CAPISCO CHE HAI TROVATO UNA REGIONE DISASTRATA, MA TI RENDI CONTO DA CHI SEI CIRCONDATO?

QUESTA E’ L’ATER OVVERO LA LUNGA MANO DELLA SINISTRA CHE COLPISCE ANCORA!!!

CARI ASSEGNATARI, NON FATEVI FREGARE DALL’ATER OVVERO DALL’UFFICIO VENDITE E DALLA DOTT.SSA SALUSTRI, LA QUALE ANZICHE’ VENDERE GLI ALLOGGI SECONDO LE REGOLE, CERCA SOLO DI SODDISFARE GLI AMICI DEGLI AMICI,E DEGLI ALTRI NON SOLO SE NE FREGA, MA GLI RACCONTA UN SACCO DI CAZZATE!

L’UFFICIO VENDITE CON LA SALUSTRI VENDEVA AL MASSIMO 50 ALLOGGI AL MESE, VI RENDETE CONTO,UNA PRESA IN GIRO CHE DIMOSTRA SOLO LA VOLONTA’ DI NON VENDERE GLI ALLOGGI, MA POI OGNI TANTO SE QUALCUNO DEL PD GLI SOLLECITA UNA VENDITA ALLORA LEI FA UNO SFORZO E SI ATTIVA IMMEDIATAMENTE!

QUI SOTTO VI MOSTRO L’INCONCEPIBILE INGANNO DELLA DOTT.SSA SALUSTRI EFFETTUATO NEI CONFRONTI DI MOLTI ASSEGNATARI, QUESTO E’ UN ESEMPIO LAMPANTE :L’ASSEGNATARIA HA RICEVUTO LA LETTERA DI ACQUISTO DATATA 27/02/2023 E INVIO’ SUBITO IL PAGAMENTO DEI 1.700,8 EURO PER ADERIRE ALLA VENDITA  FACENDO  SUBITO LA DOCUMENTAZIONE RICHIESTA: L’APE E LA CONFORMITA’ !!! 

MA NULLA ACCADE,PERO’ STRANAMENTE NEL SUO PALAZZO ALTRI ASSEGNATARI HANNO ACQUISTATO,

MA STRANAMENTE QUESTA SIGNORA COME AD ALTRI E’ ARRIVATA LA VERGOGNOSA LETTERA DA PARTE DELL’ATER, UFFICIO VENDITE ESATTAMENTE IL 27 MARZO 2024, OVVERO, ESATTAMENTE DOPO 13 MESI DALLA LETTERA DI ACQUISTO, PER COMUNICARE A TALE ASSEGNATARI CHE L’ATER NON ERA IN CONDIZIONI DI VENDERE IN QUANTO IL MINISTERO DELLA CULTURA, NONOSTANTE L’ATER AVESSE GIA’ A SUO TEMPO OTTEMPERATO A RICHIEDERE IL NULLA OSTA AL MINISTERO, TALE N.O NON ERA MAI PERVENUTO.

 PERTANTO ASPETTATE I TEMPI DEL MINISTERO OPPURE VI RIDIAMO I SOLDI VERSATI INDIETRO!!!

COME VOI STESSI POTETE LEGGERE LA RISPOSTA CHE E’ PERVENUTA ALLA SOTTOSCRITTA DAL MINISTERO, A SEGUITO DI  MIA RICHIESTA D’INFORMAZIONI, PERCHE’ MI ERA VENUTO IL DUBBIO CHE NON ERA VERO CIO’ CHE AVEVA SCRITTO LA SALUSTRI, SE NOTATE C’E’ UNO SCARABOCCHIO SOTTO LA DICITURA IL RESPONSABILE, CHI LO HA MESSO?

COSI’ HO CHIESTO ai sensi dell’art. 5, c. 2, d.lgs. 14 marzo 2013, n. 33, CHE SAREBBE LA FAMOSA RICHIESTA DI ACCESSO CIVICO GENERALIZZATO (c.d. FOIA) (GOVERNO RENZI) CHE è LO STRUMENTO CHE CHIUNQUE PUO’ UTILIZZARE  per accedere ai dati e ai documenti in possesso delle pubbliche amministrazioni, E CHE NON VI POSSONO ASSOLUTAMENTE NEGARE!

COME POTETE LEGGERE  IL MINISTERO DICHIARA CHE L’ATER NON GLI HA PRESENTATO NESSUNA ISTANZA DI AUTORIZZAZIONE E SOPRATTUTTO L’IMMOBILE INDICATO IN OGGETTO NON E’ GRAVATO DA ALCUN PROVVEDIMENTO, PER CUI SI PUO’ VENDERE TRANQUILLAMENTE!!!

VI RENDETE CONTO CHE GRAVE DANNO HA FATTO L’ATER DI ROMA A QUESTA ED AD ALTRE PERSONE?

VISTO E CONSIDERATO QUANTO DOCUMENTATO SE L’ATER DI ROMA FOSSE UN’AZIENDA SERIA CHI HA FATTO TALE ABUSO E DISCRIMINAZIONE SAREBBE LICENZIATO IN TRONCO!!!

MA ALL’ATER PUOI FARE DI TUTTO TANTO NON SUCCEDE MAI NULLA AL PIU’ TI SPOSTANO D’UFFICIO!!!!!!

 

MA LA POLITICA CHE FA E’ BRAVA SOLO A RADDOPIARSI LO STIPENDIO?

Secondo quanto è emerso, l’Ater in questi anni ha ricevuto quasi 10.000 domande di sanatoria e ne ha lavorate 900, portandone a compimento 300. Il comune, invece, non ne ha lavorata neanche una.

Emergenza casa, a Roma 3000 sanatorie mai fatte: il comune non le lavora da 16 anni

Occupanti che vorrebbero regolarizzarsi in attesa dal 2006. Ce ne sono alcuni risalenti all”87. Il Pd: “Da settembre si cambia”. Ad oggi quasi 3.000 faldoni mai aperti (MA NON SI VERGOGNA A PARLARE IL PD O PENSA CHE SIAMO TUTTI SCEMI? E’ DA SEMPRE COSI’ E MAI AVETE FATTO NULLA VI DOVETE SOLO VERGOGNARE!!!

Interi uffici pieni di faldoni impolverati mai lavorati. Sono quelli relativi alle richieste di sanatoria inoltrate dagli inquilini delle case di proprietà del comune di Roma, occupanti abusivi – prima del 23 maggio 2014, quando è entrato in vigore il decreto Renzi-Lupi – che hanno deciso negli anni di regolarizzare la posizione. O almeno, ci hanno provato. A non riuscirci ad oggi sono ancora quasi 3.000 persone. ( MA IL SINDACO MARINO E TUTTI GLI ALTRI CHE COSA HANNO FATTO? GUALTIERI E I SUOI HANNO SOLO PENSATO A RADDOPPIARSI LO STIPENDIO)

Il resoconto in commissione casa e patrimonio

I dati emergono dalla commissione casa e patrimonio di lunedì 29 agosto, durante la quale il presidente Yuri Trombetti ha relazionato le colleghe e i colleghi sullo stato dell’arte. Uno stato gravemente incompleto. Ci sono pratiche che si riferiscono alla ex legge regionale n.1 del 2020 (2.100) ma ancor peggio ce ne sono circa 800 riferite all’articolo 53 della legge n.27 del 2006. Sanatorie mai lavorate, con inquilini occupanti che in tutti questi anni si sono visti negare la residenza e l’allaccio delle utenze perché irregolari, nonostante il pagamento dell’indennità e la richiesta di essere messi in regola.

(MA CISONO ANCHE DELLA LEGGE 18 DEL 2000 E RIAPERTA NEL 2003 E TROMBETTI SE NE ACCORGE SOLO ORA? MA LUI NON ERA IL RESPONSABILE CASA DEL PD E IN TUTTI QUESTI ANNI CHE HA FATTO IL CARO TROMBETTI?)

Ater ne ha lavorate un decimo, il comune nessuna

Da questa estate il Campidoglio ha deciso di metterci mano. E’ stato chiesto agli uffici di compilare un elenco, digitalizzarlo e inviarlo ad Aequa Roma, la società che nel 2018 ha preso il posto di Prelios, a sua volta successore di Romeo Gestioni.

E CHI HA CREATO STO CASINO? CHI HA CACCIATO INGIUSTAMENTE LA ROMEO PER METTERE GLI AMICI INCOMPETENTI DELLA PRELIOS? IL VICE SINDACO NIERI E IL SINDACO MARINO UN TOTALE INCAACE GLI HA SEMPRE LASCIATO FARE E IL PD HA SEMPRE TACIUTO E OGGI TROMBETTI SCOPRE L’ACQUA CALDA, MA PER FAVORE, UN MINIMO DI SERIETA’)

Si occuperanno di smaltire quelle del 2020, poi passeranno al 2006. Secondo quanto è emerso, l’Ater in questi anni ha ricevuto quasi 10.000 domande di sanatoria e ne ha lavorate 900, portandone a compimento 300. Il comune, invece, non ne ha lavorata neanche una. Per questo si è reso necessario un cambio di passo.( UN CAMBIO DI PASSO?MI VIENE SOLO DA RIDERE CHI VIVRA’ VEDRA’ ORA E’ TUTTA UNA MANOVRA ELETTORALE COME AL SOLITO PER ESTORCERE VOTI)

Indennità di occupazione: le novità in ballo per settembre

Un altro tasto dolente è quello relativo proprio all’indennità di occupazione, una sanzione che viene comminata all’occupante e che non tutti, ovviamente, corrispondono all’ente proprietario dell’immobile. La legge del 2020 stabiliva che, per tutti coloro che rientrano nei limiti di accesso, il  calcolo deve essere pari al canone Erp calcolato in base al reddito per un massimo di 5 anni, con una sanzione di 200 euro mensili ridotta del 10% per i nuclei con minori o del 20% se presenti minori con disabilità. “L’Ater ha interpretato la legge  – spiega Trombetti – chiedendo 200 euro per gli ultimi 5 anni di occupazione, ma il canone in base al reddito per gli anni precedenti. Questo, però, per diversi nuclei ha significato pagare anche 1.000 euro al mese, soprattutto in zone di più recente costruzione rispetto a quelle come Testaccio, Garbatella o San Saba. Sono arrivati arretrati fino a 100mila euro. Ma adesso in Regione stanno lavorando su una modifica che tenga in considerazione solo gli ultimi 5 anni per non creare discriminazioni tra nuclei di zone differenti. Noi purtroppo non abbiamo un quadro preciso della situazione contabile di ognuno, nei passaggi da Romeo a Prelios ad Aequa Roma ci siamo persi dei pezzi”.(A PRTER CHE LE LEGGI SCHIFOSE LE HA FATTE SEMPRE LA SINISTRA IN PARTICOLARE SALVATORE BONADONNA CHE HA PORTATO ALLA MUTA DI 21 MILA EURO E L’INDENNITA’ MAGGIORATA,MA SE NON AVETE PIU’NESSUN DOCUMENTO LA COLPA E’ DELLA SINISTRA TUTTA PERCHE’ SE IL VICE SINDACO NIERI NON CACCIAVA LA ROMEO OGGI LE SANATORIE ERANO TUTTE A POSTO, PER IL SEMPLICE MOTIVO CHE LA ROMEO CACCIATA INGIUSTAMENTE HA RESTITUITO I FASCICOLI AL COMUNE, IL QUALE AVREBBE DOVUTO PRENDERLI E MASTERIZZARLI, MA NON E’ STTO FATTO PER CUI LA COLPA DI CHI E’? DI TUTTI COLORO CHE HANNO GOVERNATO DA MARINO A GUALTIERIO, PER CURI CARO TROMBETTI SONO BEN 3 ANNI CHE GOVERNATE ROMA E TU STA SITUAZIONE LA CONOSCEVI ANCHE PRIMA PER CUI RISPARMIACI STE BARZELLETTE!

Censimento dei redditi, il comune è fermo al 2015

“Un’altra novità che mettiamo in campo – prosegue il consigliere dem – riguarda il censimento delle situazioni reddituali degli inquilini. Innanzitutto la ampliamo anche agli occupanti interessati dalla sanatoria e poi riprendiamo a farla ogni 2 anni. L’ultimo è stato fatto nel 2017, ( E’ STATA CACCIATA LA ROMEO E I RISULTATI SONO QUESTI ) ma mai inserito nei sistemi di Roma Capitale, riferito ai redditi del 2015 e del 2016. Quindi in sostanza c’è gente oggi, a distanza di 5 anni dall’ultimo censimento, paga in base a quanto guadagnava 7 anni fa. E comunque è stato un lavoro inutile, perché non ce n’è traccia. Adesso procederemo a risolvere questa stortura. Da settembre si lavora su tutto questo dossier”. (HA! HA! HA! )

Ma non solo. Addirittura ci sono occupanti che aspettano la sanatoria da 35 anni. Sono quelli relativi alla legge 33 del 1987. Un numero ancora non definito, ma ci sono. Chissà, di loro, chi è ancora vivo. ( CARO TROMBETTI IL RIMASUGLIO DELLA LEGGE 33/87 E’ SOLO E UNICAMENTE COLPA DI CHI GESTIVA L’ATER O NON LO SAPEVI? E CHI GESTIVA ? FATTE LA DOMANDA E DATTE LA RISPOSTA!!!)

L’INCAPACITA’ POLITICA STA RAGGIUNGENDO LIMITI INCONCEPIBILI!!!

una donna anziana e sola è stata messa fuori dal suo alloggio in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca: “E’ occupante dal 2011 ha sempre pagato l’indennità, 250 euro al mese. Nonostante la sanatoria sia stata lavorata, una delle poche dal Comune, non essendoci la determina, quindi nessun esito, il magistrato non ne ha voluto sapere e il 4 marzo all’alba è stata sgomberata.  Deve solo pagare l’arretrato calcolato in base alla sanatoria, non sono neanche 4mila euro e ha già iniziato la rateizzazione, ma è senza casa”. 

QUESTA MI DISPIACE DIRLO E’ SOLO INCAPACITA’ POLITICA E NULL’ALTRO, PURTROPPO DA TANGENTOPOLI IN POI I POLITICI LI ABBIAMO RACCOLTI DALLA STRADA E QUESTI SONO I RISULTATI, UNA MASSA DI INCOMPETENTI E IRRESPONSABILI, CHE SANNO FARE SOLO DANNI COME LI FECE MARINO E NIERI CHE MANDARONO A CASA LA ROMEO PER PRENDERE LA PRELIOS,VOLUTA DA NIERI E QUANDO ARRIVO’ LA RAGGI LA CACCIO PERCHE’ ERANO INCOMPETENTI E PRESE AEQUAROMA.

LA QUALE SI TROVO’ IN GROSSE DIFFICOLTA’ IN QUANTO LA ROMEO RICONSEGNO’ TUTTO IL CARTACEO AL COMUNE E TUTTA LA DIGITALIZZAZIONE CHE AVEVA FATTO LA ROMEO GIUSTAMENTE ESSENDO STATA CACCIATA SENZA MOTIVO NON LA CONSEGNO!!!

*^*^*^*^*^*^*^*^*^*

Case popolari, Roma Capitale deve ancora lavorare 2.700 sanatorie. E chi attende l’esito viene sgomberato

Gli uffici non hanno la strumentazione informatica adatta per calcolare le indennità da chiedere ai nuclei occupanti, con Aequa Roma che ha negato il supporto.

E ci sono anche 8mila pratiche Ater a cui fornire risposta

La lavorazione delle domande di sanatoria da parte di chi vive senza titolo in case del Comune è ferma al palo. Nonostante gli annunci di agosto 2022 e una delibera di giunta di inizio 2024, la situazione degli occupanti che da anni aspettano di essere regolarizzati non cambia. Anzi, in alcuni casi è anche peggiorata, come a Tor Bella Monaca dove una donna anziana e sola è stata sgomberata i primi di marzo. Il motivo dello stallo è apparentemente banale, ma in realtà grave: il Comune non è dotato di un sistema di calcolo adeguato per portare a termine le istruttorie. 

Le sanatorie non lavorate a Roma

Facciamo un passo indietro. A Roma ci sono circa 2.700 persone che, in base a una legge regionale, avendo occupato un alloggio possono essere regolarizzate perché hanno presentato una regolare richiesta di sanatoria. Purché l’occupazione sia avvenuta prima di marzo 2014, quando è entrato in vigore il decreto Renzi-Lupi sull’emergenza abitativa. Quando l’attuale amministrazione di centrosinistra si è insediata e l’assessore alle politiche abitative, Tobia Zevi, ha messo mano ai vari faldoni rimasti in sospeso, la scoperta è stata amara: nei cassetti c’erano migliaia di domande mai lavorate. 

Il “cambio di passo” annunciato nel 2022

I dati sono emersi prorompenti ad agosto 2022, durante una commissione capitolina patrimonio. Secondo il report del presidente Yuri Trombetti, due anni fa c’erano 2.100 pratiche riferite all’ex legge regionale n.1 del 2020 e altre 800 riferite a una legge ancor più vecchia, la n.27 del 2006. Mai lavorate. Così il Campidoglio nell’estate 2022 aveva chiesto a AequaRoma, società che ha sostituito Prelios nel 2018 nella gestione dei canoni degli alloggi Erp, di smaltire il più possibile le pratiche, partendo da quelle del 2020. Anche perché Roma Capitale oltre a istruire le pratiche dei propri inquilini, si occupa anche di emettere le determinazioni dirigenziali sulle istruttorie fatte da Ater sui suoi inquilini. 

La delibera di giunta

A febbraio 2024, dopo un lungo lavoro politico e di confronto con gli uffici dipartimentali, la giunta Gualtieri ha approvato una delibera nella quale si cambiano le modalità di calcolo delle indennità di occupazione, in base al reddito del nucleo occupante, stabilendo anche un’ampia rateizzazione (fino a 120 mensilità) per importi superiori a 10.000 euro. Questa delibera, però, ad oggi resta carta straccia. Perché da quanto reso pubblico in una nuova commissione capitolina sul tema, andata in scena il 3 maggio, è stato impossibile lavorare la quasi totalità delle domande di sanatoria.

Perché ci sono 2.700 sanatorie non lavorate

“Ad oggi sono 2.695 le istanze solo per Roma Capitale – ha fatto sapere Maddalena Piedimonte, direttrice dell’Edilizia Residenziale Pubblica – , circa 8.000 per quanto concerne le richieste di inquilini di Ater Roma. Per quanto noi, però, abbiamo un problema tecnico relativo alla modalità di calcolo rispetto a quanto previsto dalla legge regionale del 2020. Il nostro sistema attuale di lavorazione non prevedeva il calcolo invece previsto dal legislatore per l’indennità d’occupazione. Ho chiesto incontro sin da febbraio con Aequa Roma, affinché si occupassero anche di questo nuovo strumento di calcolo, per sviluppare un software da inserire nel sistema informatico già esistente. Dal 12 febbraio quando ho convocato i vertici, mi hanno risposto il 15 marzo per iscritto (anche a seguito di sollecitazioni) dicendo che per problemi relativi a contratti di servizio ed esigenze aziendali non era possibile ottemperare alla nostra richiesta e non potevano occuparsi di sviluppare questo software e quindi di calcolare l’indennità. A quel punto, dopo varie riunioni dipartimentali, mi sono premurata di chiedere a un’altra società (IdeaRE Sgr, ndr) di integrare questo sistema esistente. A inizio aprile ho chiesto un preventivo e ad oggi sono ancora in attesa. Inoltre attualmente l’ufficio che si occupa di queste sanatorie ha solo 3 dipendenti dedicati, ho chiesto a Risorse per Roma un aiuto da questo punto di vista, ci vogliono 4 ore di lavoro per ogni istruttoria. Ci siamo premuniti di chiedere supporto tecnologico e umano”.  

“Non possiamo sgomberare famiglie che hanno diritto”

Un quadro desolante che ha lasciato a bocca aperta diversi consiglieri presenti in commissione, a partire dal presidente Trombetti: “Ho chiesto di prendere spunto dal lavoro che fa Ater – commenta a margine – perché loro utilizzano un software che gli permette di calcolare velocemente le indennità. In ogni caso va convocata anche Aequa Roma, per capire se possono essere loro a occuparsene”. Nella Converti in commissione sottolinea che “qui non si tratta solo di politica o di problemi tecnici, ma di persone che hanno diritto alla sanatoria ma vengono sgomberate. Se queste persone possono stare in quelle case ma noi le sbattiamo fuori, stiamo commettendo qualcosa di irregolare. Ci spieghino bene cosa non va”.

Il caso di Tor Bella Monaca

E in effetti almeno in un caso è successo proprio questo. Come racconta Maria Vittoria Molinari di Asia Usb, due mesi fa una donna anziana e sola è stata messa fuori dal suo alloggio in via dell’Archeologia a Tor Bella Monaca: “E’ occupante dal 2011 – spiega la sindacalista – e ha sempre pagato l’indennità, 250 euro al mese, anche più di quanto dovuto in base al suo reddito. Nonostante la sanatoria sia stata lavorata, una delle poche dal Comune, non essendoci la determina, quindi nessun esito, il magistrato non ne ha voluto sapere e il 4 marzo all’alba è stata sgomberata. Ora vive passando da casa di un parente a quella di un’amica, è disperata. Deve solo pagare l’arretrato calcolato in base alla sanatoria, non sono neanche 4mila euro e ha già iniziato la rateizzazione, ma è senza casa”. 

Per risolvere questa, come altre migliaia di situazioni simili, Roma Capitale dovrebbe dotarsi di un software informatico adeguato. Il dipartimento patrimonio – con poche risorse umane – attende risposte da consulenti esterni: “Altrimenti farò una gara pubblica” fa sapere la dottoressa Piedimonte. 

 

 

SI E’ DI UN ANNO FA, MA E PERFETTO PER PRENDERE PER IL C….I ROMANI E LAZIALI!!!

QUESTO ARTICOLO DIMOSTRA TUTTA L’INCOMPETENZA POLITICA SULLA CASA CHE HA LA SINISTRA, CLASSE POLITICA CHE USA TALE PROBLEMA SOLO E UNICAMENTE PER ESTORCERE VOTI!!!

LE OCCUPAZIONI QUELLE DI GRUPPO LE ORGANIZZANO GLI AMICI LORO, I QUALI CI GUADAGNANO E POI LORO CON I FONDI DEL PNRR GLUIE LI TRASFORMANO IN APPARTAMENTI E LI RIDANNO A CHI LUI AVEVA OCCUPATI!

E GLI ONESTI CHE STANNO IL LISTA DI ATTESA SE LE PRENDONO IN DER C………

MI GIUNGE VOCE CHEL’INPS GLI HA VENDUTI ALLOGGI CHE NECESSITAVANO DI RADICALUI RISTRUTTURAZIONI, PER QUESTO Z<EVI E TROMBETTI HANNO FATTO QUELL’OSCENA PROPOSTA CHE LA CASA SE L’HA RISTRUTTURA L’ASSEGNATARIO, UNA VERA VERGOGNA!!!

PER CUI NON VOTATELI PIU’ STI SOGGETTI !!!

  • QUESTO ARTICOLO HA PIÙ DI 1 ANNO
  • Mercoledì 15 marzo 2023

Sulle case occupate di Roma governo e comune hanno idee diverse

Il ministro dell’Interno Piantedosi vuole procedere con una serie di sgomberi, mentre la giunta pensa a come aiutare gli inquilini

di Angelo Mastrandrea

Condividi

Dietro il cancello d’ingresso del civico 913 di via Prenestina, che attraversa la zona orientale di Roma, svetta una torre con una meridiana dove i numeri da uno a dieci sono stati rimpiazzati dalla scritta revolution, “rivoluzione”. La meridiana è stata realizzata da Rub Kandy, un artista romano, ed è il simbolo del Metropoliz, un ex salumificio della nota azienda Fiorucci che duecento persone provenienti da dodici nazioni di tre continenti diversi – Africa, Europa e America Latina – hanno occupato il 27 marzo del 2009 e che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha messo al primo posto in una lista di 27 edifici occupati da sgomberare a Roma.

L’elenco è stato aggiornato in una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica il 3 febbraio 2023, al quale hanno partecipato il prefetto Bruno Frattasi, il capo della polizia Lamberto Giannini, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, gli assessori alle Politiche sulla sicurezza Monica Lucarelli, alle Politiche sociali Barbara Funari e alle Politiche abitative Tobia Zevi, i vertici della procura della repubblica di Roma e rappresentanti della Regione Lazio e dell’Ater, l’azienda territoriale per l’edilizia residenziale. La regione è proprietaria attraverso l’Ater di due terzi delle 75mila case popolari di Roma e il comune del rimanente terzo, e una delle questioni discusse alla riunione riguardava gli sfratti di chi occupa un appartamento in un palazzo di edilizia popolare senza averne titolo

L’altra riguardava le occupazioni di interi edifici, al 90 per cento di proprietà di società immobiliari o di enti previdenziali. In quella occasione il ministro Piantedosi ha chiesto di accelerare gli sgomberi, seguendo una lista e un programma che lui stesso aveva delineato ad aprile 2022, quando era prefetto di Roma.

Piantedosi è un sostenitore di un approccio duro nei confronti di chi occupa appartamenti e palazzi. Già da capo di gabinetto del ministro dell’Interno Matteo Salvini, il primo settembre del 2018 aveva firmato una circolare in cui esortava i prefetti ad “attendere agli sgomberi con la dovuta tempestività” perché “l’occupazione abusiva non lede i soli interessi della parte proprietaria, ma lede anche il generale interesse dei consociati alla convivenza ordinata e pacifica e assume un’inequivoca valenza eversiva”.

La Casa del fascio di via Portuense (Angelo Mastrandrea/il Post)

Da prefetto aveva però dovuto fare i conti con la crisi abitativa nella capitale e, a dispetto delle intenzioni, quando ha lasciato il suo incarico per andare al governo con Giorgia Meloni la situazione era identica a quella che aveva trovato al suo arrivo, ad agosto del 2020. In tutta Roma si stimano 7 mila appartamenti occupati, soprattutto in palazzi degli enti previdenziali e in case popolari, ma pure in piccoli edifici come la ex Casa del fascio lungo la via Portuense, un piccolo edificio razionalista del 1939 occupato da quattro famiglie. Ci sono poi altri 92 edifici di grandi dimensioni occupati, al 90 per cento di proprietà di società immobiliari o degli enti. Non esiste un censimento degli occupanti di case a Roma, ma sono stimati in circa 12 mila. Se fossero cacciati senza una soluzione alternativa, almeno una parte probabilmente andrebbe ad aggiungersi ai 20mila senzatetto che dormono per strada o in alloggi di fortuna.

Il 20 febbraio i primi sgomberi hanno riguardato una decina di appartamenti dell’Ater occupati da esponenti di alcuni clan malavitosi nel quartiere di San Basilio, nella periferia orientale. In una conferenza stampa convocata al ministero dopo l’operazione di polizia, Piantedosi ha detto che «verrà assicurato ogni sostegno agli occupanti che versano in condizioni di effettiva fragilità, ma il bisogno abitativo non può giustificare nessuna occupazione». Lo stesso giorno, in una diretta sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha detto che «ora questo governo va alla guerra contro le occupazioni abusive».

La lista compilata ad aprile del 2022 comprendeva 29 edifici, che nella riunione del 3 febbraio sono stati ridotti a 27 perché in due casi il comune ha trasferito gli occupanti in case popolari. Si tratta dell’ex clinica Villa Fiorita, nel quartiere popolare di Primavalle, occupata da 70 famiglie, e di un palazzo dell’ex Inpdai (Istituto nazionale di previdenza per i dirigenti di aziende industriali) in viale delle Provincie, vicino all’università La Sapienza, abitato da 150 persone, metà delle quali minori. I due edifici si trovavano al secondo e al terzo posto della lista, subito dopo il Metropoliz, dove gli abitanti si preparano a festeggiare i quattordici anni di occupazione.

L’interno di un’abitazione al Metropoliz (Angelo Mastrandrea/il Post)

Il 27 marzo del 2009 Sara Linda Bautista Arotinto, una donna arrivata dal Perù che gli occupanti chiamano l’«alcaldesa», la sindaca, fu una delle prime a entrare nell’edificio abbandonato. «Era stato distrutto da un incendio e cadeva a pezzi, poco a poco l’abbiamo rimesso a posto con le nostre mani», ricorda. In quattordici anni gli occupanti lo hanno trasformato in una sorta di borgata autogestita, delimitata dalle mura dello stabilimento che la separa dal quartiere di Tor Sapienza. Arotinto non vorrebbe andar via, neppure se le fosse assegnata una casa popolare. «Qui ci conosciamo tutti e ci aiutiamo a vicenda, è più sicuro anche per i miei tre figli, che rischierebbero di crescere per strada e di finire nelle mani della criminalità», dice. Sono cresciuti nei 20 mila metri quadrati del Metropoliz: Vittorio, il più grande, aveva appena nove mesi il giorno dell’occupazione e ora sogna «di avere un giorno i soldi per comprare questo posto e regalarlo a tutti quelli che ci abitano».

Da quattordici anni la borgata autogestita oscilla tra il riconoscimento e lo sgombero. Gli occupanti sono stati denunciati per furto di elettricità. La società Ca.Sa. Srl del gruppo Salini Impregilo, che nel 2003 acquistò lo stabilimento diroccato per 6,85 milioni di euro, nel 2018 ha ottenuto dal tribunale un risarcimento di 27,9 milioni di euro dallo Stato e dal comune di Roma. Il giudice li ha ritenuti colpevoli di non aver sgomberato l’immobile e di non averlo riconsegnato ai proprietari, che avevano presentato un progetto per costruirci palazzine residenziali impegnandosi a riservarne una parte a famiglie in stato di disagio abitativo.

«Non abbiamo accettato le proposte dei proprietari e non abbiamo chiesto soldi a nessuno perché volevamo rimanere liberi» dice Paolo Di Vetta, un attivista dei Blocchi precari metropolitani, un movimento di lotta per la casa che nel 2009 organizzò l’occupazione. Gli occupanti hanno accettato solo le donazioni di opere d’arte. Nei padiglioni dove i maiali erano macellati e veniva insaccata la carne dal 2011 a oggi trecento artisti da tutto il mondo hanno dato vita a un’esposizione permanente che conta seicento opere. L’hanno denominato MAAM (Museo dell’Altro e dell’Altrove) e l’ideatore Giorgio De Finis lo definisce una «barricata artistica» costruita a protezione degli occupanti. L’artista Michelangelo Pistoletto nel 2015 portò qui la sua Venere degli stracci, una statua che riproduce la Venere con mela dello scultore danese Bertel Thorvaldsen, affiancata da una montagna di stracci per simboleggiare il disordine della vita moderna, invitando gli abitanti del Metropoliz a completarla con i loro abiti; lo street artist Lucamaleonte ha ridipinto le mura e altre opere sono state installate nelle casette basse tirate su con mattoni e cartongesso dove prima c’erano uffici o la mensa.

Le installazioni artistiche al Metropoliz (Angelo Mastrandrea/il Post)

Ogni sabato gli occupanti aprono le porte ai visitatori, organizzando visite guidate anche in inglese. Accademici da molti paesi diversi sono venuti a studiare questo singolare caso di museo abitato e gli occupanti hanno avviato collaborazioni con alcune università. Il comune di Roma lo ha indicato tra le mete turistiche da visitare, ha approvato la candidatura a patrimonio immateriale dell’umanità Unesco e ora vuole acquistarlo. «È l’unico strumento che abbiamo, visto che non possiamo opporci alla richiesta di sgombero», dice l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative Tobia Zevi, del Partito Democratico.

Nel nuovo Piano casa messo a punto dal suo assessorato, il Metropoliz è indicato tra i beni che il comune acquisterà, insieme a un altro edificio inserito nella lista di Piantedosi. Si tratta di un palazzo di otto piani dell’ex Inpdap (Istituto nazionale di previdenza e assistenza per i dipendenti dell’amministrazione pubblica) in via di Santa Croce in Gerusalemme, a poca distanza dalla piazza di San Giovanni in Laterano, occupato nel 2013 dagli attivisti di Action, un altro movimento di lotta per la casa, e denominato Spin Time. Al suo interno vivono 300 persone di 24 nazionalità diverse.
Negli spazi comuni gli occupanti hanno creato un coworking, una sala di registrazione, un’area giochi per i bambini e un auditorium. C’è anche la redazione di un giornale che si chiama Scomodo.

Quando al palazzo fu staccata la corrente elettrica per 300mila euro di bollette non pagate, il 14 maggio del 2019, papa Francesco mandò Konrad Krajewski, un cardinale che ha il ruolo di elemosiniere, cioè il compito di distribuire la carità ai poveri, a togliere i sigilli al contatore per ridare l’elettricità agli occupanti. Il 16 giugno 2021 al suo interno si svolse il primo dibattito tra i sette candidati alle primarie del centrosinistra al comune di Roma, tra i quali c’era pure Zevi.

L’assessore ha affisso a una parete del suo ufficio un cronoprogramma informale per affrontare l’emergenza casa: prevede di concluderlo entro il 2026. «Per tanti anni a Roma le politiche abitative sono state dimenticate, ora proviamo a rimettere un po’ di ordine», dice. Le 32 pagine del piano delineano una strategia basata su tre proposte: un welfare abitativo leggero, cioè un primo sostegno economico con aiuti a pagare l’affitto, le caparre e i traslochi in caso di sfratto, l’acquisto di nuove case popolari e progetti di rigenerazione urbana. «Vogliamo aiutare le persone a rimanere nelle loro case, non cacciarle», spiega Zevi.

Il governo Meloni non ha però rifinanziato il Fondo morosità incolpevole, istituito nel 2013 dal governo Letta per sostenere le persone in temporanea difficoltà economica, costringendo il comune ad attingere ai fondi degli anni precedenti, non assegnati dalla precedente amministrazione guidata da Virginia Raggi del Movimento 5 Stelle: 40 milioni di euro dal 2019 al 2021. A questi sono stati aggiunti i 15 milioni del 2022. Per l’acquisto di nuove case popolari il comune ha stanziato 220 milioni di euro per quest’anno e in totale 500 milioni entro il 2026.

Con questi soldi ha comprato 120 appartamenti dell’INPS in diverse zone della città ed è in trattativa con l’ENASARCO (Ente nazionale di assistenza per gli agenti e i rappresentanti di commercio) per l’acquisto di altre abitazioni. L’assessorato ha aperto alcuni sportelli per l’emergenza casa ai quali i cittadini possono rivolgersi e ha accelerato le procedure per l’assegnazione delle case popolari. Nel 2022 sono state sistemate 350 famiglie – 200 occupanti di altri stabili da sgomberare e 150 inserite nella graduatoria di chi ha fatto la domanda per l’assegnazione – e per quest’anno «l’obiettivo è arrivare a 500», spiega il direttore del Dipartimento patrimonio e politiche abitative Tommaso Antonucci. «Stiamo assegnando in media una ventina di appartamenti alla settimana», dice. È in corso inoltre la digitalizzazione dell’intero archivio catastale dal 1600 a oggi e un censimento del patrimonio comunale, che secondo le prime stime ammonta a 76mila beni.

Una mappa catastale negli uffici dell’assessorato al Patrimonio abitativo (Angelo Mastrandrea/il Post)

Spin Time e Metropoliz rientrano invece tra i progetti di rigenerazione urbana. A questi va aggiunto il Santa Maria della Pietà, nella zona nord-ovest di Roma, che con 3mila posti letto in 37 padiglioni e un’estensione di 270 mila metri quadrati è stato il più grande ospedale psichiatrico d’Europa. Fu chiuso nel 2000 e da tempo associazioni e cittadini chiedevano che fosse riqualificato. La struttura è di proprietà della Regione Lazio e dell’ASL Roma 1, mentre il parco che la circonda appartiene alla Città metropolitana.

Il progetto è stato inserito nel cosiddetto Piano integrato urbano e finanziato con 70 milioni del PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione europea per rilanciare l’economia dopo la pandemia. Prevede la costruzione di una biblioteca nel padiglione 31, che ha ospitato un centro sociale sgomberato il 25 febbraio del 2021, l’Ex Lavanderia, un centro diurno e un ambulatorio per persone con problemi cognitivi, una struttura per disabili, alloggi per persone che sono state sfrattate e per donne vittime di violenze, un centro di educazione ambientale, una scuola di cucina e un coworking con uno spazio dedicato alle start up. Nel padiglione 25, dove nel 1975 venne organizzato un singolare esperimento di autogestione da parte di un gruppo di infermieri che volevano applicare le teorie di Franco Basaglia – il medico che rivoluzionò la psichiatria italiana e che ha dato il nome alla legge che chiuse i manicomi – nascerà un centro per minori. Lo stesso padiglione è al numero 17 della lista di Piantedosi degli edifici da sgomberare.

Spostandosi più a sud, nel quartiere Ostiense a ridosso del fiume Tevere, c’è l’ex Direzione dei magazzini del commissariato in via del Porto Fluviale. La caserma dismessa, di proprietà dell’Agenzia del demanio, fu occupata nel 2003 dal Coordinamento di lotta per la casa, ospita attualmente 150 persone ed è al numero 23 della lista degli sgomberi del governo. Il 20 ottobre del 2022 l’assemblea capitolina ha però approvato una delibera che decide l’acquisto e la riqualificazione, con la realizzazione di alloggi che saranno assegnati “attraverso un bando speciale con priorità per le famiglie che abitano l’immobile in possesso dei requisiti e al piano terra in servizi per il quartiere”. I soldi per comprarla e sistemarla, 11 milioni di euro in totale, sono presi dal PNRR.

Altri 100 milioni di euro, sempre del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono stati destinati alla riqualificazione delle cosiddette torri di Tor Bella Monaca, un quartiere della periferia est oltre il Grande Raccordo Anulare, l’autostrada che circonda ad anello la città. Si tratta di ventuno palazzi di quindici piani destinati ad alloggi popolari e divenuti un simbolo del degrado urbano e della ghettizzazione delle fasce più povere della popolazione. Saranno eliminati i cortili, le barriere e gli anfratti che, secondo il rapporto Mafie nel Lazio della regione, sono delle “piazze di spaccio chiuse”, promuovendo invece l’apertura di servizi e attività commerciali.

Al comune di Roma stanno valutando anche altri acquisti di edifici occupati. Ai primi posti c’è un palazzo occupato in via Lucio Calpurnio Bibulo 13, nel quartiere popolare del Quadraro, nella zona sud-est della città. L’edificio si trova al numero tre della lista di Piantedosi e dovrebbe essere sgomberato subito dopo un altro stabile occupato in via del Policlinico, vicino all’università La Sapienza, nel quale vive un centinaio di persone. Eliana Pierantoni ci è arrivata da bambina, nel 1969. I suoi genitori presero un appartamento in affitto e lei non si è mai spostata. Ha continuato a pagare le mensilità ai proprietari fino al 2018, nonostante fosse già considerata un’occupante, “perché mio padre non avrebbe sopportato l’idea di non pagare”, poi ha smesso.

Un gruppo di occupanti di via Bibulo (Angelo Mastrandrea/il Post)

Antonietta Fiamminghi è invece arrivata il 24 ottobre del 2005 in uno dei 46 appartamenti abbandonati da tempo che l’allora presidente del Municipio X Sandro Medici, un ex giornalista del Manifesto eletto come indipendente di sinistra, aveva requisito per far fronte all’emergenza abitativa come prima di lui aveva fatto, alla metà degli anni Cinquanta, solo il sindaco di Firenze Giorgio La Pira. «Avevamo fatto domanda per una casa popolare, ma era tutto pieno, non sapevamo dove andare», ricorda.

Da allora i vecchi affittuari e i nuovi assegnatari degli appartamenti requisiti hanno vissuto continui passaggi di proprietà, hanno dovuto affrontare spese impreviste, si sono organizzati per autogestire il palazzo e ogni volta che la loro vicenda pareva risolversi positivamente in realtà peggiorava. Nel 2007 il palazzo fu venduto dalla società immobiliare Trea a un’altra, l’Araba Fenice, che aveva lo stesso amministratore. Nel 2010 fu acquistato dalla Dierreci Costruzioni, che finì in un filone dell’inchiesta per il fallimento della banca Tercas. Nel 2014 la società fallì e il palazzo fu messo all’asta.
Nel frattempo i condomini avevano dovuto rateizzare un debito di 100mila euro con la società comunale Acea per bollette dell’acqua non pagate.

Nel 2017, proprio quando si stava concludendo l’acquisto da parte del comune, al curatore fallimentare arrivò un’offerta di 13 milioni di euro da parte di un’altra società, la Loanka srl, controllata dalla Hera holding spa. Il sindacato degli inquilini Asia USB, che segue la vicenda dai tempi della requisizione, presentò una denuncia alla procura della Repubblica sulle modalità della vendita, attraverso un’offerta fuori asta considerata “irrituale”. La compagnia immobiliare sul suo sito web parla in maniera esplicita di “sgombero di un fabbricato occupato abusivamente” e di una sua “successiva riqualificazione”. Nel frattempo gli inquilini hanno costituito un’associazione che gestisce le spese del palazzo, si alternano fra loro nelle pulizie delle parti comuni e nel servizio di portierato, e mantengono il palazzo in ottime condizioni. Per il sindacalista dell’Asia USB Agostino Zelli si tratta di “un condominio modello”.

Al settimo posto della lista di Piantedosi c’è pure la sede della formazione politica di estrema destra CasaPound, al civico 8 di via Napoleone III, nel quartiere multietnico dell’Esquilino. Nei sei piani del palazzo costruito in stile razionalista, occupato il 26 dicembre 2003 e di proprietà dell’Agenzia del demanio, vivono venti famiglie. A dicembre del 2022 il governo ha però dato parere contrario a un ordine del giorno presentato da Angelo Bonelli dell’Alleanza Verdi e Sinistra durante la conversione in legge alla Camera dei deputati del decreto-legge contro i rave party. Il testo chiedeva di “dare rapida attuazione” allo sgombero dell’edificio occupato da CasaPound a Roma.

QUESTA E’ LA SITUAZIONE ORGANICA DELL’UFFICIO GESTIONE IMMOBILI UTENZA LASCIATA IN EREDITA’ DA ZINGARETTI E VALERIANI!!!

ECCO LA DISASTROSA SITUAZIONE DELL’UFFICIO GESTIONE UTENZA CHE CI HA LASCIATO IN EREDITA’ ZINGARETTI E VALERIANI (PD) E’ ALLUCINANTE!!!

MA POI NELLE ZONE CI SONO IMPIEGATI CHE VORREI CAPIRE COSA FANNO!!!

ECCO LA DRAMMATICA SITUAZIONE CHE ABBIAMO EREDITATO IN 10 ANNI DI GESTIONE ZINGARETTI-VALERIANI!!!

MA ROCCA CHE ASPETTA A METTERCI MANO E FAR FUNZIONARE L’ATER?

SICURAMENTE DEVE CAMBIARE ASSESSORE E TOGLIERSI QUALCHE PERSONAGGIO STRANO DALLE SUE SEGRETERIE!!!

Ufficio Gestione Alloggi E.R.P., FOLLEGA – RESPONSABILE

Sezione Regolarizzazioni e Sanatorie VACANTE –

Sezione Gestione Alloggi LUZZI –

Sezione Recupero Crediti VACANTE

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° 

Ufficio Gestione Immobili Extraresidenziali FOLLEGA (INTERIM)

Sezione Gestione Locali IAVARONE

 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) MICHETTI –

Sezione Back-Office STRAGAPEDE –

Sezione Info Ater VACANTE

 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Ufficio Gestione Amministrazione Condomini Attivi e Passivi (INTERIM) FOLLEGA –

Sezione Amministrativa Contabile ROMANI E. –

 Sezione Tecnica e servizi Idrici, Elettrici, Impianti Antincendio e Autoclave Interim Responsabile Ufficio –

Sezione Tabelle Millesimali CICINI –

Sezione Amministrazione Info Roma Sud-Nord BINI –

Sezione Manutenzione Condomini – VACANTE

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° 

Ufficio Revoca e Decadenza Assegnazioni ORGERA –

 Sezione Amministrativa Revoca e decadenza VACANTE

 °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Ufficio Gestione alloggi non ERP e Alloggi piani di locazione BOTTONI –

Sezione Amministrativa gestione alloggi non ERP CECCONI –

Sezione Gestione Bandi e Assegnazioni VACANTE

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Ufficio Atti a Tutela O.S.T., Recupero ImmobiIi MASUZZO

Sezione Amm.va Recupero Immobili POSSI –

 Sezione Atti a Tutela MATTEUCCI –

Sezione Nucleo Sgomberi LABATE

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°

Ufficio Gestione canone e censimento PASCUCCI

Sezione Censimento GIULIACCI

L’ATER DI ROMA SA SOLO LAMENTARSI, INVECE DOVREBBE ORGANIZZARSI MEGLIO E CONTROLLARE I SUOI DIPENDENTI QUANTO PRODUCONO!!!

BASTA CON LE LAMENTELE DEI DEBITI ECC. ALL’ATER DI ROMA SE IL LAVORO FOSSE ORGANIZZATO MEGLIO E I LAVORATORI FOSSERO PIU’ ZELANTI L’ATER STAREBBE SICURAMENTE MEGLIO!!!

IL COMMISSARIO E IL DIRETTORE CONTROLLANO I LORO DIPENDENTI?

PERCHE’ NON RISPONDONO MAI AL TELEFONO E ALLE E.MAIL?

GLI FA FATICA O PERCHE’ NON GLI VA DI FARLO?

PERCHE’ SE HANNO TANTE CANTINE VUOTE E CHIUSE  NON LE AFFITTANO?

INOLTRE SAREBBE INTERESSANTE SAPERE QUANTE PRATICHE A SETTIMANA O AL MESE SI PORTANO A CONCLUSIONE, MA IL DIRETTORE O I RESPONSABILI DEI VARI UFFICI NON CONTROLLANO MAI NULLA?

PERCHE’ PER FARE UNA PRATICA DI QUALSIASI NATURA CI VOGLIONO MESI?

PERCHE’ INVECE SE IO SCRIVO ALL’UFFICIO TECNICO RISPONDONO SEMPRE, SIA MONGELLI PRIMA CHE MARSILIO OGGI E FANNO ANCHE I LAVORI!

PERCHE’ SE IO CHIEDO O SCRIVO ALL’UFFICIO PATRIMONIO MI RISPONDONO SEMPRE!

IL TUMORE DELL’ATER E’ LA GESTIONE IMMOBILI COME E’ STASTA GESTITA IN TUTTI QUESTI ANNI SENZA CONTROLLO MINIMO E ANCOR PEGGIO QUANDO NAPOLETANO PER FAR PIACERE ALLA SUA AMICA HA TOLTO LE FUNZIONI ALLE ZONE E LE HA CONCENTRATE TUTTE NELLE SUE MANI E OGGI NELLE MANI DI FOLLEGA!

MA VI RENDETE CONTO DEL DISASTRO CHE C’E’ IN QUELL’UFFICIIO?

CHE AVRA’ PURE TANTI DIPENDENTI, MA VORREI SAPERE CHE FANNO E SOPRATTUTTO COME LAVORANO, PERCHE’  DI CASINI NE FANNO TANTISSIMI E POI CHI SI RIVOLGE ALLA SOTTOSCRITTA PUO’ LIMITARE IL DANNO O ELIMINARLO COMPLETAMENTE, MA GLI ALTRI?

IO VEDO COSE OSCENE E MI CHIEDO, MA PERCHE’ NON SI VUOLE RENDERE LA GESTIONE DI TALI ALLOGGI E CONDOMINI TRASPARENTE E PIU’ VELOCE?

POI OLTRE A TALE CANCRO CE NE E’ UN’ALTRO L’UFFICIO VENDITE, UN UFFICIO VENDITE CHE FA SI O NO 50 VENDITE AL MESE ( CHE SAREBBE DA VERIFICARE SE E’ VERO) E’ RIDICOLO E INEFFICIENTE, PERCHE’ SE GLI ALLOGGI IN VENDITA SONO MIGLAIA QUANTE GENERAZIONI OCCORRERANNO PER VENDERLI O LO FANNO APPOSTO IN ATTESA CHE MUOIONO PER POI VENDERSELE ALL’ASTA???

UN UFFICIO VENDITE CHE SCRIVE A CHI VOLEVA ACQUISTARE, AI QUALI GLI AVEVANO INVIATO LA LETTERA DI ACQUISTO E SONO PARECCHI, GLI E’ ARRIVATA UNA RACCOMANDATA  DOVE L’UFFICIO VENDITE AFFERMA CHE : VISTO CHE IL MINISTERO DEI BENI CULTURALI NON RISPONDE ALLA RICHIESTA DI N.O PER L’ACQUISTO, (E ANCHE QUI SAREBBE DA VERIFICARE SE RISPONDE AL VERO) SE VOGLIONO RINUNCIARE A TALE ACQUISTO E ALLA RESTITUZIONE DEI 1.700 EURO E QUELLI CHE HANNO SPESO PER APE E CONFORMITA’???

MA VI RENDETE CONTO DI CIO’ CHE SCRIVONO E DOPO ANNI E ANNI CHE UNO HA PAGATO E FATTO TUTTI GLI ATTI NECESSARI PER L’ACQUISTO E VERSATO I 1700 EURO, E’ VERAMENTE INACCETTABILE TALE SISTEMA!!!

QUESTA AZIENDA E’ DA CHIUDERE SE CONTINUA COSI!!!

INOLTRE VORREI SAPERE, MA GLI UFFICI DI ZONA CHE FANNO?

E QUANTO PERSONALE  C’E’ IN OGNI UFFICIO DI ZONA???

SONO ANNI CHE PONGO TALI DOMANDE MA NULLA ACCADE ANCHE PERCHE’ C’E’ UN ASSESSORE ALLA CASA FANTASMA!!!

A MIO MODESTO AVVISO LE ZONE ANDAVANO RAFFORZATE E DOVEVANO FARE TUTTO DALL’ASSEGNAZIONE ALLA VENDITA, MA CONTROLLATE, COME ACCADE NEL PRIVATO ANCHE PERCHE’ SONO BEN PAGATI.

PURTROPPO STO CASINO E’ ANCHE COLPA DEI SINDACATI CHE ALL’ATER ESISTONO SOLO SULLA CARTA!!!